Cancro all’utero, torte e biscotti rendono più vulnerabili
24 Agosto 2011
Dolci ma non tanto dolci. Per quanto saporiti, biscotti e torte possono danneggiare le donne, aumentando nettamente la vulnerabilità al cancro all’utero.
Questa l’ipotesi messa sul tavolo da una ricerca del Karolinska Institutet (di Stoccolma, Svezia), pubblicata dal quotidiano “Daily Mail”, oltreché da “Cancer Epidemiology, Biomarkers
and Prevention”.
Gli scienziati nordici hanno giocato sul lungo periodo. La loro indagine è iniziata nel 1987, selezionando 61.226 donne. Tali volontarie hanno fornito informazioni su alimentazione,
stile di vita e salute, e questo ad intervalli regolari, fino al 1990. Nel 2000, dopo 10 anni di pausa, gli esperti hanno tirato le somme, eliminando dal campione le signore decedute e
sottoponendo le sopravvissute ad una nuova serie di domande, questa volta concentrate sulle scelte nutrizionali.
Nel 2008, la stretta finale, con il raffronto tra dati sanitari e dati emersi dai questionari. Per cominciare come su 61.226 volontarie 729 erano state colpite da cancro endometriale, forma
diffusa di cancro all’utero. In cerca di spiegazione, il team del Karolinska ha focalizzato su diversi elementi, evidenziando il ruolo dei dolci da forno. Come spiegano i ricercatori, assumere
regolarmente biscotti e torte ha aumentato del 33% il pericolo di cancro. Se poi l’assunzione era più che abituale (almeno 3 volte a settimana) il rischio cresceva fino al 42%.
In base alla ricerca, la deadline è a 35 grammi (circa 7 cucchiaini) di zucchero al giorno. Sotto tale soglia, alimenti come bibite zuccherate, confetture e dolciumi non hanno effetti
particolare. Se invece la dose viene superata, il rischio di manifestare la neoplasia inizia a salire.
Per la squadra di Stoccolma, le donne che assumono molti zuccheri causano l’innalzamento dei livelli di insulina ed estrogeni, cambiamenti biologici in grado di far detonare la malattia.
FONTE: Pat Hagan, “Sugary diet link to womb cancer risk: Regular sweet snacks increase threat 33%”, Mail Online, 23/08/011
Matteo Clerici
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