Campagna contro l'abbandono dei neonati: «Se hai bisogno chiama»

«Se hai difficoltà familiari o economiche o se sei clandestina e senza documenti puoi partorire il tuo bambino in qualsiasi Ospedale, nessuno lo saprà. La
legge italiana te lo permette. Se vuoi puoi lasciare il tuo bambino in ospedale, una buona famiglia avrà cura di lui». Tre righe, una frase semplicissima, di immediata
comprensione, tradotta in otto lingue, italiano, inglese, arabo, francese, russo, spagnolo, cinese e rumeno, perché tutte le donne presenti nella bergamasca, cittadine italiane e
non, clandestine o regolari, sappiano che la legge italiana permette di partorire in ospedale nell’anonimato e lasciare lì il piccolo con la consapevolezza che troverà
una famiglia che si prenderà cura di lui. Il volantino reca un numero verde gratuito attivo 24 ore su 24: 800.813.000.

La campagna contro l’abbandono dei neonati «Se hai bisogno chiama» è nata da un’idea del Movimento per la Vita della Val Cavallina, che alcuni anni fa
aveva visto un’iniziativa simile a Treviso, ed è stata portata a compimento dall’Associazione Scienza e Vita di Bergamo e dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia,
con la collaborazione dei Movimenti per la Vita orobici e dei Centri Aiuto alla Vita della città di Bergamo, Seriate, Alzano, Premolo, Pisogne e Capriolo.

L’iniziativa è stata lanciata nei giorni scorsi e continuerà per tutto l’anno.

«Al di là di legittimi sentimenti di compassione nei riguardi della madre e del piccolo è proprio della fede e della cultura cristiana la difesa della vita
– afferma Giuseppe Beretta, coordinatore dell’Associazione Scienza e Vita -. Da questa cultura si è sviluppata l’idea di «persona», anima e corpo uniti
indissolubilmente, a cui Dio ha concesso la vita. Non si tratta dunque di pura filantropia ma di un atto al tempo stesso di carità nei riguardi della madre e di giustizia nei
confronti del bambino». E continua: «Ci rivolgiamo in molte lingue perché, tra madri in difficoltà, «non si fa distinzione di
razza, di lingua e religione». Per noi cristiani questa espressione non è solo uno slogan che va di moda. Significa: che siamo tutti fratelli, perché
figli, sul piano naturale, dell’unico Padre che ci ha creati, e nuovamente fratelli su quello soprannaturale perché, indipendentemente dalla nostra consapevolezza, redenti in
Cristo. Questa nostra azione vuole essere un contributo alla grande causa contro l’aborto. Cercando di salvare qualche bambino vogliamo offrire una proposta concreta a chi è in
difficoltà, ben sapendo che la battaglia si svolge nel campo delle idee e della cultura. Noi vogliamo che l’iniqua legge sull’aborto venga abolita e faremo tutto quello che
è in nostro potere per poter raggiungere lo scopo, intanto lavoriamo perché il numero dei bambini uccisi possa diminuire».

La campagna contro l’abbandono dei neonati è promossa dall’Associazione Scienza e Vita e dal dr. Bianco Speranza, Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Bergamo, che ha
aderito con entusiasmo, nella consapevolezza dell’importanza dell’iniziativa che aiuta le donne in difficoltà in un particolare importante della vita.

Tale iniziativa vuole raggiungere tutte le madri in difficoltà; per questo i promotori chiedono l’intervento delle associazioni di volontariato bergamasche per la diffusione
capillare del volantino nelle bacheche comunali, nelle parrocchie, negli oratori, nelle Asl, nelle stazioni, nelle scuole, nelle biblioteche e in tutti gli spazi pubblici della provincia.

Alla diffusione del volantino informativo sono coinvolti anche l’Ufficio Famiglia della Diocesi, l’Ordine dei Farmacisti, l’Associazione dei Pediatri, l’Associazione Medici di famiglia e
l’Ordine dei medici.

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