Cambiamenti climatici: Gli ultimi 10 anni sono stati i più caldi del secolo
25 Gennaio 2010
Roma – Il decennio appena terminato è stato il più caldo da quando si è iniziato a registrare le temperature, alla fine dell’Ottocento. La conferma di questo dato,
già anticipato dalla Nasa, viene dal rapporto preliminare del Noaa, l’agenzia statunitense per l’atmosfera, che piazza anche il 2009 al quinto posto tra gli anni più caldi dal 1880,
a pari merito con il 2006.
Un dato che preoccupa anche la Coldiretti per gli effetti sull’agricoltura, compresa quella italiana e i prodotti del made in Italy. L’associazione che segnala lo studio americano, spiega infatti
che la temperatura media globale sulla terra e sugli oceani dei primi dieci anni del terzo millennio (2000-2009) è stata la più elevata mai registrata con un valore di 14,3 gradi,
superiore dello 0,3 per cento a quella della decade precedente.
E nonostante le nevicate e i freddi pungenti delle giornate attorno a Natale possano aver fatto credere il contrario, il 2009 è stato un anno da caldo record. Dall’Osservatorio geofisico
dell’Università di Modena e Reggio Emilia esce un quadro di sintesi dell’anno appena conclusosi che colloca l’anno 2009, al secondo posto per Modena e al quinto per l’Italia e per il
pianeta Terra fra gli anni più caldi. Una delle caratteristiche salienti è stata quella di numerosi e frequenti sbalzi termici. Il 21 dicembre la giornata più fredda e il 17
luglio quella più calda.
Tra gli effetti del riscaldamento del Pianeta c’é la sottrazione alla coltivazione dei terreni più fertili anche per effetto dei fenomeni di erosione dovuti all’innalzamento dei
mari. Un rischio che in Italia riguarda direttamente la pianura padana dove si coltiva un terzo del made in Italy agroalimentare. Il riscaldamento provoca però anche, sottolinea la
Coldiretti, il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l’affinamento dei formaggi o l’invecchiamento dei vini.
Una situazione che, di fatto, prosegue l’associazione, mette a rischio di estinzione il patrimonio di prodotti tipici made in Italy. Colture come l’olivo che è arrivato quasi a ridosso
delle Alpi e nella Pianura Padana dove si coltivano grandi quantità di pomodoro e di grano duro per la pasta.
Ansa.it per NEWSFOOD.com




