Cambiamenti climatici: E’ primavera, ma la natura sembra non accorgersene
22 Marzo 2010
La primavera arriva dopo un inverno segnato dalla seconda maggiore copertura nevosa mai registrata nell’emisfero nord dal 1978, con effetti sui cicli della natura e sulle attività agricole
anche in Italia dove si registra un forte ritardo nel risveglio della natura per il polline nell’aria, i fiori nei prati, le gemme sugli alberi e la semina nelle campagne. E’ quanto emerge da una
analisi della Coldiretti sulla base dei dati preliminari raccolti dal NOAA’S – National Climatic Data Center statunitense, relativi al periodo dicembre/febbraio 2010.
In Italia, per effetto della straordinaria caduta della pioggia e della neve, l’inverno che si è concluso si è classificato – sottolinea la Coldiretti – al secondo posto tra i
più piovosi da trent’anni secondo i dati dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna. Ma l’inverno è stato anche caratterizzato – continua la
Coldiretti – da temperature minime che in alcune zone non si registravano da un ventennio, neve abbondante in pianura e intense gelate a marzo che hanno condizionato lo sviluppo delle colture.
Le temperature e le sommatorie termiche invernali necessarie allo crescita delle piante sono state notevolmente inferiori della media provocando – sottolinea la Coldiretti – un forte ritardo
nello sviluppo fenologico riscontrabile in tutte le piante da frutto come pesco, susino, albicocco e ciliegio che in gran parte dell’Italia non sono ancora fioriti nonostante l’arrivo della
primavera. Se le primule e le margherite sono spuntate nei prati a macchia di leopardo lungo tutto lo stivale, il ritardo nelle fioriture ha effetti anche – continua la Coldiretti – sulla minor
presenza di molti tipi di pollini nell’aria che provocano le allergie tipiche della stagione.
L’abbondante pioggia caduta durante il periodo invernale ha anche reso i terreni agricoli umidi ed inagibili ai trattori per le classiche lavorazioni primaverili di aratura e semina primaverile
che – sostiene la Coldiretti – è quindi in ritardo in molte regioni con molta preoccupazione tra gli agricoltori.
Dovrebbe invece essere scongiurato il rischio della siccità.
Ansa.it per NEWSFOOD.com




