Buon Ferragosto a chi lavora o non è potuto andare in ferie

Buon Ferragosto a chi lavora o non è potuto andare in ferie

Milano, 15 agosto 2012
Da qualche anno le abitudini delle famiglie italiane stanno cambiando radicalmente. In verità sono cambiate anche le famiglie. Ora i soldi non bastano più, c’è la crisi. E
manca anche il lavoro perchè gli imprenditori sono costretti a chiudere la loro attività.

L’anno lavorativo era di 11 mesi, più agosto. Le grandi aziende, Fiat in testa, davano il ritmo e le città si svuotavano insieme alle fabbriche.

Quei pochi che restavano in città potevano godersi le strade senza traffico ma avevano i loro problemi a trovare un dentista, un pizzicagnolo, un panettiere…

Si partiva con la 600 stracarica o con la moto (senza casco, anche con due bambini…) e si andava al mare a mezza pensione, oppure si affittava un appartamento. Bisognava pensarci per tempo
perchè  a giugno era già tutto prenotato. Molti erano quelli che tornavano al loro paese nel sud per passare un mese coi propri cari e ritornare carichi di pecorino, melanzane,
pomodori, salsicce e peperoncini.

Non si era tutti ricchi ma si poteva contare su una vita più serena, si lavorava tutti e tutti si davano da fare per migliorare le condizioni sociali del proprio nucleo familiare.
In pochi anni la micro economia ha fatto crescere l’Italia: dalle miserie del dopo guerra ad uno Stato di rigogliosa economia.

Purtroppo è cresciuta anche la voracità di coloro che non sanno cosa sia il lavoro nei campi, scendere in miniera o lavorare ad un altoforno. Sono coloro che traggono il loro
sostentamento dalla “gestione” del lavoro degli altri. I calli non li hanno alle mani ma sotto al sedere perchè il loro unico sforzo è restare incollato alla poltrona e, se mai
occuparne più di una.

In questi ultimi anni, il Lavoro ha perso la sua dignità e di conseguenza anche il lavoratore, sia imprenditore o dipendente, poco importa. Entrambi devono lavorare sempre di più
per dare da mangiare a questo Stato senza fondo che continua a chiedere sacrifici ma non vuole rinunciare ai propri privilegi.

Oggi siamo davanti ad una scelta obbligata: continuare a vivere come schiavi di un sistema che ci preclude ogni speranza di riscatto oppure scendere in campo e fare valere i nostri diritti di
lavoratori, dipendenti e autonomi insieme, indipendentemente  dall’ideologia politica. L’unico obiettivo deve essere quello di ridare Grande Dignità ed importanza al Lavoro ed al
Lavoratore, e di conseguenza dare tranquillità alla propria Famiglia.

Il potere dei politici deve essere ridimensionato, come pure le loro spese indiscriminate.

Oggi, ogni cittadino che si sente tradito dalle istituzioni che lo governano ha il dovere di fare sentire la sua voce e, alle prossime elezioni del 2013, dare il suo voto a chi lotterà
per  ridare la Dignità che merita al Lavoro, agli imprenditori, ai commercianti, ai dipendenti, e alle loro Famiglie.

Stanno nascendo partiti e movimenti che cercheranno di cavalcare questa tigre.
Meglio leggere bene i programmi, le loro potenzialità (e sperare che non vi siano i soliti visi noti, “pentiti” e riciclati), meglio volti nuovi e giovani, meglio ancora se si riesce a
diventare parte attiva e protagonista del proprio futuro.

Giuseppe Danielli
Direttore di Newsfood.com

 

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