Bormio: ristorante “AL FILO’ “, ai fornelli Max Tusetti, in odore di stella Michelin

Bormio: ristorante “AL FILO’ “, ai fornelli Max Tusetti, in odore di stella Michelin

Cocciuto, lavoratore, preciso e con tanta fantasia.
Max Tusetti, giovane cuoco da Tirano e patron del  “AL FILO’ ” di Bormio (prima il ristorante si chiamava Taulà e cambiò nome in virtù di una lunga querelle con
l’omonimo famoso ristorante veneto) non lascia uscire  un piatto dalla cucina che non sia assolutamente rivisto, aggiustato e severamente disposto nel piatto a seconda della
cromaticità del cibo, consegnando allo stesso una comunicabilità che lo rende facile e comprensivo anche all’ospite che viene da lontano. (vedesi ad esempio gli  “sciatt ” –
frittelle ripiene di formaggio – che escono impreziosite da insalatine e verdurine coloratissime).

Un vita tra i fornelli, una lunga gavetta (dipendente dal 1995, gestore nel 2001, patron dal 2008) oggi è sulla tolda di comando di questo veliero del gusto che,  da tempo, 
giornalisti attenti all’enogastronomia  lo qualificano come ” uno dei migliori della provincia di Sondrio” (leggere il testo di Gianni e Paola Mura sul Venerdì di Repubblica ).

Ma ormai AL FILO’ ha i suoi estimatori in Svizzera, Engadina e Canton Ticino,  e trovi spesso questi avventori ai tavoli  anche se i milanesi hanno il primato delle presenze.
Tra breve sarà stagione di funghi ed è già allertata  la sua squadra di ricercatori (il suo risotto mantecato con i funghi porcini è un capolavoro).

Un segugio il Tusetti: alla ricerca dei migliori formaggi della valle (Bitto d’annata in testa e Casera da antologia).
Qui la cucina valtellinese è perfetta, come i pizzoccheri scarrellati a mano e cucinati alla tellina.
Le carni sono frollate al punto giusto: qui i “carnivori” eleggono la loro sede (le carni di manzo sono cotte alla brace e arrotolate su lunghi bastoni di legno).

Contrariamente a tanti ristoranti in valle che propongono il pesce di mare, qui giustamente solo filetti di trota dei torrenti bormini (ottimo il filetto di trota con millefoglie di
patate).
Urge segnalare che in questa stagione il dessert a base di piccoli mirtilli di bosco in gelatina e amaro Braulio riserva sono un dolce da non perdere.

La carta dei vini privilegia i grandi rossi valtellinesi, in sala la grazia e la professionalità della moglie Sara, mentre in cucina (da seguire) due allievi cuochi bormini doc: Alfredo
Salomoni e Christian Giacomella.
Veniamo all’addizione (il conto): due spartiti degustazione, uno della tradizione e l’altro variato  spaziano da 28 a 32 euro a cranio per quattro portate, vini esclusi, ecco l’intelligenza
di consegnare al viandante una cucina di classe e del territorio a costi umani.

Ma anche mangiando alla carta nessuna sorpresa, prezzi onestissimi. Bravi.
Qualcuno racconta  che la stella Michelin sia in arrivo.

Attilio Scotti
Enogastronomade

Ristorante
AL FILO’ –  BORMIO –  SO
VIA DANTE SEI
AL LUNEDI CHIUSO TUTTO IL GIORNO
ED AL MARTEDI A MEZZOGIORNO
Meglio prenotare: 0342. 901.732

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