BONIFICHE: No alla burocratizzazione, sì all' autogoverno efficiente.

Parma 28/07/08 – Tre italiani su quattro ritengono molto importante il ruolo dei Consorzi di Bonifica e dichiarano una elevata sensibilità al tema del disboscamento e forte
preoccupazione alla evidente e rapida cementificazione del territorio. E’ il dato che emerge dall’indagine demoscopia illustrata da SGW all’interno del convegno «La rivoluzione
blu: acqua, agricoltura e ambiente» organizzato, nei giorni scorsi, dall’associazione dei consorzi di bonifica.

« L’argomento non è privo di attualità, afferma Fabio Massimo Cantarelli Presidente del Consorzio Agrario di Parma, perché il governo
precedente con la finanziaria 2008 aveva previsto la soppressione dei consorzi di bonifica. Teniamo presente che quando si parla di Consorzi di Bonifica si parla di 178 consorzi a livello
nazionale, 18 milioni di ettari gestiti, di 180.000 Km di canali, 116 centrali elettriche, in pratica il 60% del territorio gestito e amministrato dal punto di vista idrico dal Consorzio di
Bonifica. In testa la regione Emilia Romagna che ha addirittura il 100% del territorio gestito dai Consorzi di Bonifica».

La stessa regione Emilia Romagna che, qualche anno fa, aveva previsto la soppressione dei consorzi privati, le cosiddette società dei canali, per assumere tutto a livello
amministrativo centrale. Iniziativa però censurata dalla Corte Costituzionale che aveva dichiarato illegittimo l’esproprio senza indennizzo.

«Il ministro Zaia, conclude Cantarelli, ha deciso di rinviare al 31 dicembre prossimo la decisione sui consorzi. Rispetto all’ alternativa: entrare nel carrozzone della pubblica
amministrazione oppure essere ispirati al principio dell’autogoverno, per il mondo agricolo la risposta è intuibile: No alla burocratizzazione dei consorzi, si ad un autogoverno
ispirato però ad una maggiore efficienza.

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