Bisfenolo A, le FAQ

By Redazione

Il bisfenolo A , chimicamente 2,2-bis(4-idrossifenil) propano, è una delle sostanze chimiche utilizzate per produrre plastiche e resine, in particolare viene impiegato nella produzione
di policarbonato, una plastica utilizzata per biberon, stoviglie, contenitori per alimenti e nella produzione di rivestimenti epossidici per materiali metallici, per lattine per bevande e
grandi contenitori per vino.

Quali enti sono preposti a stabilire le soglie di sicurezza della sua presenza?

Le norme sono armonizzate a livello europeo. La Commissione Europea fissa i limiti di migrazione tollerabili negli alimenti su indicazione della Autorità Europea per la Sicurezza
Alimentare (EFSA) che valuta i dati scientifici disponibili nella letteratura scientifica mondiale.

Dal momento che il suo utilizzo lo porta a contatto con gli alimenti è pericoloso per la salute?

Il bisfenolo A ad alte dosi può interferire con il sistema endocrino, ma è tuttora controverso se questi effetti possono verificarsi anche a basse dosi. Nel gennaio 2007 l’EFSA ha
pubblicato la valutazione sui rischi derivanti da migrazione di Bisfenolo A in alimenti e ha indicato il limite di 0,05 milligrammi/kg di peso corporeo come assunzione giornaliera tollerabile
(TDI).

Nel caso dei biberon, è meglio utilizzare quelli in vetro? O anche quelli in plastica sono assolutamente sicuri?

In base alle conoscenze attuali, non ci sono motivi scientifici che precludono l’uso di biberon in plastica. Le stime effettuate dall’EFSA hanno mostrato che l’esposizione della popolazione
europea a bisfenolo A attraverso la dieta anche in neonati allattati esclusivamente con biberon in plastica è notevolmente inferiore al valore di assunzione giornaliera tollerabile.

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