Birra analcolica, alleata dei maratoneti
25 Agosto 2011
Se la birra è senza alcol, aiuta i corridori, migliorando le loro prestazioni sportive e riducendo infezioni e problemi al sistema immunitario.
E’ la conclusione raggiunta da una ricerca della Technical University di Monaco (Germania), diretta dal dottor Johannes Scherr e pubblicata su “Medicine & Science in Sports & Exercise”.
Studi precedenti avevano mostrato come il drink in questione potesse aiutare a togliere la sensazione di sete dopo la pratica sportiva.
Partendo da questo, Scheer e colleghi hannni coinvolto alcuni maschi 40enni, tutti in fase d’allenamento per la maratona di Monaco.
Tali volontari sono stati divisi in due gruppi: il primo ha bevuto 2-3 pinte ( 1-1,5 litri) di birra analcolica per tre settimane prima della competizione e per le due settimane seguenti. Il
secondo gruppo ha eseguito le stesse istruzioni ma (a sua insaputa) ha consumato un placebo, inefficace ma identico alla birra.
Le analisi post-consumazione hanno mostrato come i corridori del primo gruppo avessero sviluppato un’incidenza di infezioni alle alte vie respiratorie 3,25 volte più bassa rispetto al
secondo gruppo. Inoltre, i bevitori di “bionda” analcolica avevano ottenuto infezioni meno aggressive ed uno stato del sistema immunitario complessivamente superiore.
Ed i benefici della bevanda posso non essere finiti: secondo Scherr “Si può ipotizzare anche che chi consuma la birra possa aumentare le frequenze dell’allenamento” fornendo in gara
performance più valide.
Per il capo-ricercatore, il merito della birra analcolica sta nella sua composizione. Essa offre i polifenoli dell’orzo, antiossidanti che stimolano ed aiutano il sistema immunitario.
Ma è anche priva di alcol, considerato capace di annullare i benefici dei nutrienti presenti. Conclude infatti Scherr: “Non sappiamo se gli ‘effetti collaterali ‘ della birra alcolica
annullano ‘l’aiuto’ dei polifenoli. Ma certo non è possibile bere un litro e mezzo di birra normale al giorno, soprattutto durante un allenamento intenso”.
FONTE: Gretchen Reynolds, “Nonalcoholic Beer Aids Marathon Recovery”, NYTimes.com, 24/08/011
Matteo Clerici
ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.




