Bindi: misure alternative per madri detenute

13 Novembre 2007 – «Bisogna giungere al più presto all’approvazione della proposta di legge che prevede misure alternative al carcere per le madri detenute, perché
è inaccettabile che i bambini trascorrano un periodo fondamentale della loro vita in cella e con limiti di spazio intorno». Il ministro per le Politiche della famiglia, Rosy Bindi,
risponde così all’allarme lanciato oggi dal Garante dei diritti dei detenuti del Lazio.

«Questi piccoli stanno pagando un prezzo altissimo senza avere nessuna colpa – ha aggiunto il ministro Bindi -tanto più se ciò avviene in condizioni di sovraffollamento,
come nel caso della sezione femminile di Rebibbia. Per questo, in attesa della legge in discussione in Parlamento, vanno applicate senza esitazioni le norme che prevedono già dei
benefici per le madri detenute, incentivando e rafforzando la soluzione delle case famiglia protette per le molte donne che provengono da situazioni abitative e familiari caratterizzate dal
disagio, come tossicodipendenti, nomadi e immigrate, che costituiscono la maggioranza della popolazione carceraria femminile. In uno Stato davvero civile la soglia del carcere non deve essere
più varcata da nessun bambino, a prescindere dalle responsabilità penali dei genitori».

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