Berlusconi: “Di nuovo in moto l'armata rossa della magistratura”

Secondo quanto pubblicato oggi dal quotidiano Repubblica, Silvio Berlusconi sarebbe indagato dalla Procura di Napoli “per la corruzione di Agostino Saccà, presidente di RaiFiction
e per istigazione alla corruzione del senatore Nino Randazzo e di altri senatori della Repubblica, in altri episodi non ancora identificati”, l’indagine, ancora una volta, sarebbe
partita da alcune intercettazioni telefoniche in cui l’ex premier e Saccà avrebbero spinto Randazzo ed un senatore calabrese del centrosinistra, Pietro Fuda, a non sostenere più
il governo Prodi, provocando la crisi.

Immediata la replica di Berlusconi, che ha proclamato di aver “fatto cose alla luce del sole” e ha aggiunto di esserne “orgoglioso perché 8 milioni di persone, come hanno dimostrato i
gazebo per la raccolta delle firme contro Prodi, volevano una svolta”: se “l’armata rossa della magistratura si è rimessa in moto”, ha spiegato, è perché si sente “odore di
elezioni”.
“Mi sono sentito in dovere di contattare molti componenti di questa maggioranza che avevano radici diverse da quelle della sinistra – ha aggiunto il Cavaliere – Ho chiesto loro come potessero
restare nella maggioranza. Li ho fatti parlare dei 67 modi in cui questo governo ha aumentato le tasse e altri provvedimenti di questo governo. Ho raccolto da loro critiche in abbondanza. E ho
sondato la loro disponibilità a lavorare con noi per cambiare questa tendenza”.
Berlusconi, dunque, ha dichiarato di aver fatto tutto “in maniera solare”: “Tutto quello che ho detto e proposto ai miei interlocutori è stato politicamente corretto, in linea con gli
usi e le consuetudini della politica”, ha sottolineato, ironizzando: “Anziché a belle donne ho fatto la corte a questi senatori”.
E’ “molto grave il fatto che ci sia un’incursione nell’attività politica del leader dell’opposizione con controlli telefonici e attraverso telecamere. È gravissimo che notizie
d’ufficio coperte da segreto si diffondano dagli uffici della Procura, è grave che ci siano giornali che pubblichino queste notizie”, ha ribadito Berlusconi, aggiungendo che viviamo in
un “regime di non piena libertà, di oppressione fiscale certa, di oppressione burocratica, di oppressione giudiziaria” e che “occorre votare per una scelta di libertà”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è apparso il portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti, che
ironizzato: “Stamattina ci siamo svegliati a Roma oppure nel Cile del generale Pinochet?”. “Telefoni intercettati continuativamente, parlamentari sotto controllo e filmati mentre si recano ad
un appuntamento, cittadini privati del loro diritto fondamentale alla privacy. E sullo sfondo, una maggioranza ormai blindata, perchè chi si azzarda a lasciarla con questi chiari di
luna?”, ha affermato Bonaiuti.
Il legale del Cavaliere, il senatore Niccolò Ghedini, ha diffuso una nota in cui smentisce seccamente la notizia di Repubblica, dichiarando che “è destituita di ogni
fondamento”: “Infatti al Presidente Berlusconi nulla è stato notificato in tal senso” – si legge nella nota, in cui Ghedini aggiunge che “il Presidente Berlusconi ha dato mandato ai suoi
legali di agire immediatamente in ogni sede per esperire ogni opportuna azione e in particolare per valutare la sussistenza di eventuali calunnie”.
Il centro destra, comunque, si è schierato compatto, esprimendo appoggio verso il leader della Cdl ed attaccando la maggioranza rossa che sfrutta a suo piacimento la magistratura: se il
coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, ha parlato di una “violazione sistematica della legge” e di “veleni che periodicamente vengono inoculati nel corpo della nostra
democrazia”, che “spingono l’Italia verso uno stato di cronica inciviltà dalle conseguenze devastanti e incalcolabili”, Daniele Capezzone si è spinto più in là,
denunciando “la solita, assurda jihad giudiziaria”.
“Berlusconi è il bersaglio di sempre, l’obiettivo preferito da chi pensa di risolvere per via giudiziaria le contese politiche”, ha tuonato Capezzone, mentre il vicepresidente dei
senatori di Forza Italia, Emiddio Novi, ha denunciato il duplice obiettivo dell’ “aggressione giudiziaria contro Berlusconi”: “Blindare il governo Prodi e portare a termine, con
l’allontanamento di Saccà, la pulizia etnica in Rai”.
Il presidente dei senatori di An, Ignazio La Russa, invece, ha parlato di deja’ vu: “Mi pare il solito deja’ vu: tutte le volte che c’è una situazione politica particolare interviene un
provvedimento giudiziario”, ha commentato La Russa, aggiungendo: “Esprimo a Berlusconi, che è innocente fino a prova contraria, tutta la mia solidarietà”.

Secondo il presidente dell’Udc, Rocco Buttiglione, invece, “in una parte importante della pubblica opinione italiana si è ingenerata la convinzione che ci siano dei giudici che hanno
deciso che Berlusconi deve essere colpevole”: “[I giudici] non sanno di che cosa, ma deve essere colpevole – ha tuonato Buttiglione – E quando un’azione giudiziaria contro Berlusconi finisce
allora ne comincia un’altra. Il sospetto che questo sia in qualche modo legato alla volontà di esercitare un ricatto politico verso il capo della maggiore forza di opposizione è
forte”.
In direzione opposta, il leader della Destra, Francesco Storace, ha attaccato tutti coloro (alleati o ex alleati) che esprimono solidarietà al Cavaliere, definendoli ipocriti: “Quando un
partito che si ritiene alleato lancia accuse infamanti come quella (ribadita in varie sedi politiche) che Berlusconi avrebbe finanziato la nascita del nostro movimento – ha tuonato Storace –
è assolutamente normale che saltino su qualche giornale e qualche magistrato a indagare contro quello che è attualmente il capo dell’opposizione. Le dichiarazioni di
solidarietà sono ipocrite perché vengono dagli stessi che ogni giorno mettono in giro veleni”.

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