Milano – In Italia il suicidio è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali per i giovani maschi tra i 15 e i 24 anni

 

Milano – Ogni anno nel mondo si verificano un milione di suicidi. In meno di 20 anni il tasso del suicidio giovanile in Italia è cresciuto del 13%, arrivando ad
interessare 76,7 casi su un milione, con un aumento significativo nella fascia 15-19 anni. E’ la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali per i giovani maschi tra i 15 e i 24
anni. Dai dati Istat, uniti all’esito della ricerca effettuata nel 2006 in Lombardia, è emerso che, su un campione anonimo di 2.312 studenti delle scuole secondarie superiori, il
12% dei ragazzi intervistati afferma di pensare al suicidio e il 10% di essersi fatto intenzionalmente del male o aver tentato il suicidio.

Sono questi alcuni dei drammatici dati emersi oggi nel corso del Simposio internazionale, su “Il suicidio negli adolescenti – Dall’eziopatologia alle strategie di prevenzione”.
L’incontro, promosso dall’associazione “L’amico Charly Onlus” e ospitato al Palazzo della Regione, è stato organizzato per approfondire il tema del suicidio giovanile e del
sostegno al disagio adolescenziale.

“Quello che spesso si dimentica – ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervenendo in apertura dei lavori insieme a Annamaria Dominici (direttore generale
dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia), Mariolina Moioli (assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali del Comune di Milano) e Mariagrazia Zanaboni (presidente
L’amico Charly Onlus) – è che l’essenza dei giovani è la domanda su se stessi, sulla vita, sul rapporto con gli altri, una domanda che spesso i giovani hanno
difficoltà ad esprimere. L’incomprensione che si verifica tra il mondo dei giovani e degli adulti può avere conseguenze gravi e drammatiche. Per questo occorre uno sforzo
per stabilire dei canali di comunicazione”.

“Il preoccupante fenomeno del disagio giovanile – ha proseguito Formigoni – interpella le famiglie e tutti coloro che sono coinvolti nel percorso educativo dei ragazzi, sulle ragioni
che possono portare anche a un atto così grave ed estremo come il suicidio. La verità, infatti, è che il suicidio è un atto che nasce e matura nella
solitudine. Di fronte a questa situazione allora è fondamentale recuperare la dimensione educativa, l’unica in grado di affrontare il problema nella sua totalità; 
l’unica in grado di mostrare ai giovani in difficoltà una visione reale, ovvero positiva, della vita, della propria esistenza”.

“Compito delle istituzioni – ha detto ancora il presidente – è quello di liberare le energie emergenti dal tessuto sociale, favorendo tutte le espressioni originali del nostro
territorio, nell’ottica di una vera sussidiarietà”. A questo proposito il presidente ha ricordato alcune delle iniziative sostenute da Regione Lombardia: la realizzazione
dell’Officina dei Giovani, uno spazio aperto, un luogo di ascolto e di confronto per gli adolescenti nel cuore di Milano; un progetto sperimentale di accoglienza e accompagnamento,
promosso insieme a L’amico Charly e all’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli, rivolto agli adolescenti che hanno tentato il suicidio ed alle loro famiglie; il sostegno ad azioni di rete
per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica, attraverso la legge per la famiglia, ancora oggi unica nel panorama nazionale; la legge per gli oratori e il supporto agli
altri luoghi di aggregazione, comprese le strutture sportive.  

“Ciascuno di noi – è stato l’augurio conclusivo di Formigoni – non si stanchi mai di inseguire i sogni e le speranze della propria giovinezza, perché solo una
società che dia spazio a questo impeto ideale può realmente crescere e migliorare. E’ necessario accompagnare i giovani alla scoperta della bellezza della vita; una
bellezza che non deve cedere di fronte alla fatica e al dolore; una bellezza che non ci dobbiamo mai stancare di testimoniare nella nostra vita di tutti i giorni”.

 

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