Bergamo: domande di finanziamento OCM miele

Bergamo – Il Servizio tecnico OPR (Organismo Pagatore Regionale) della Lombardia ha comunicato che da oggi, 07/01/2008, è possibile effettuare tramite SIARL le domande di
finanziamento OCM MIELE (Reg CE 797/2004) per la campagna 2007/2008,con termine ultimo fissato per giovedì 28 febbraio 2008.

«L’auspicio è che i nostri apicoltori sappiano considerare l’opportunità in modo oculato – dichiara l’assessore provinciale all’Agricoltura Luigi Pisoni -. Nella nostra
provincia sono presenti circa 21.000 alveari, con una produzione di oltre 4000 q di miele. È la qualità a rappresentare il punto di forza del miele orobico, basato in particolare
su una diversificazione di sapori e profumi garantita dalla pratica di produzione di mieli monofloreali, ovvero ottenuti collocando gli alveari in aree caratterizzate dal predominio di singole
specie vegetali. Ciò si contrappone alla prevalente despecializzazione del miele d’importazione per lo più millefiori. Nel nostro territorio, infatti, sono tradizionalmente
presenti varie tipologie di miele: millefiori (20% della produzione), nonché tarassaco (2%), robinia (53%), castagno (12%), tiglio (4%), rododendro (3%) e melata (6%)».

La presentazione e compilazione della domanda è subordinata all’aggiornamento del Fascicolo aziendale su SIARL da effettuarsi presso i CAA di riferimento. L’istruttoria verrà
effettuata dalle Province competenti per sede legale dopo la consegna delle domande stampate e firmate presso i CAA. Il manuale delle procedure OPR è disponibile sul sito della Regione
Lombardia Agricoltura alla pagina (www.agricoltura.regione.lombardia.it).

Sempre nella Bergamasca, poi, sono circa una decina gli apicoltori che si sono affidati alle tecniche agronomiche proprie dell’agricoltura biologica. Il miele biologico italiano incontra
successo nel nostro Paese, e per il 40% è venduto all’estero su mercati particolarmente attenti alle tematiche salutistiche, quali in primis Nord Europa, Nord America e Giappone. E’
inoltre d’obbligo sottolineare che il differenziale di prezzo tra miele italiano convenzionale e prodotto nazionale biologico non supera il 25%, una forbice nel complesso contenuta per un
ambito altamente qualificato.

«Il problema principale che al momento il comparto in generale si trova ad affrontare – conclude l’assessore Pisoni – non è certamente legato all’indubbia qualità, ma al
calo del prezzo del prodotto sui mercati mondiali, dovuto alla forte competitività delle produzioni provenienti da Paesi grandemente concorrenziali, quali ad esempio Cina ed Argentina.
La via d’uscita da percorrere, come per molti altri prodotti tipici e di nicchia del panorama agroalimentare bergamasco, è quella della vendita diretta ai consumatori».

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