Benzina, il prezzo non si ferma: il massimo all’Agip

 

Si attesta oltre il 90% la media dei primi dati che affluiscono da tutta Italia circa l’adesione alla prima delle settimane di mobilitazione dei Gestori Agip, proclamata dalle
organizzazioni di categoria, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio.

Da questa mattina e per tutta la settimana, sui circa 4300 impianti dell’azienda “pubblica”, i Gestori stanno attuando un’azione dimostrativa, sospendendo la
validità della clausola sul prezzo massimo di rivendita che, a partire dal 2002, ha consentito di contenere in modo determinante le spinte al rialzo dei prezzi dei carburanti.

ENI, opponendo un cieco ed immotivato rifiuto a consentire di rinnovare gli accordi di categoria scaduti da due anni, sta, di fatto, costringendo i Gestori ad aumentare i prezzi dei
carburanti, scaricando, in questo modo, i costi della distribuzione direttamente sui consumatori.

Si tratta, come detto, di un’azione al momento solo dimostrativa, tesa a scongiurare quelle conseguenze strutturali negative sul piano dei prezzi dei carburanti, che non
potrebbero che realizzarsi ove l’ENI non decidesse di ritornare rapidamente sulle posizioni di chiusura rispetto al rinnovo delle intese economiche.

La massiccia adesione all’iniziativa di protesta dei Gestori Agip è la dimostrazione più evidente dello stato di profonda sofferenza della categoria, alla luce della
quale Faib, Fegica e Figisc hanno già provveduto a formulare una formale richiesta di intervento di mediazione al Ministro Scajola.

Rimangono allo stato confermate -conclude la nota- le date del 25 e 26 novembre che saranno interessate dall’iniziativa di chiusura degli impianti.

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