Beni Culturali, Bondi presenta il suo piano

Il 3 e il 4 giugno, prima in commissione cultura alla Camera, poi in commissione istruzione al Senato, il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ha presentato le linee programmatiche del suo
dicastero. La convinzione del ministro è che sia necessario riportare «l’arte nel cuore delle città», poiché dove non c’è bellezza «non c’è
creatività, non c’è l’humus necessario per la crescita collettiva».

Di qui, la proposta di una politica nazionale che punti a riqualificare le periferie senza volto e senz’anima nella logica di contrastare quella «bruttezza» e quel
«degrado» che «molto spesso generano violenza».

I fondi per la cultura. Investire in cultura diventa quindi «strategico«: nel rispetto dell’equilibrio dei conti pubblici, il ministro Bondi ha infatti
promesso:«intendo impegnarmi per una progressiva crescita dell’intervento economico dello Stato» andando oltre l’attuale «modesta» percentuale dello 0,28% del bilancio
statale (contro l’8,3% di Svezia e 3 % di Francia).

La politica del ministero dei Beni e delle Attività Culturali si muoverà però anche su altri fronti, incentivando le «forme di compartecipazione liberale dei
privati» nel finanziare le politiche culturali. Come? Il Ministro anticipa già qualche provvedimento, come «la riduzione dell’aliquota Iva per acquisti di opere d’arte e
servizi culturali; l’introduzione del 5 per mille a favore del restauro; l’esenzione fiscale per i contributi alla cultura esteso anche alle persone fisiche».

Musei. «Uno dei punti più qualificanti» del programma è il piano nazionale per il riordino e la tutela dei musei in Italia. In particolare, l’idea
lanciata dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali è quella di istituire una Direzione generale del dicastero che si occupi della rete nazionale dei musei, con un direttore
generale scelto attraverso un concorso internazionale tra i massimi esperti del settore. In Italia infatti, ha ricordato Bondi, «abbiamo un numero enorme di musei, che spesso versano in
condizioni di difficoltà e di abbandono».

Tra i vari propositi, anche la revisione e il potenziamento di Arcus, la spa in condominio tra i ministeri dei beni culturali e delle infrastrutture, il potenziamento dell’archeologia
preventiva, da rendere operativa «con l’individuazione di linee guida e strumenti operativi», l’attivazione del centro per il libro e la revisione della legge per il diritto
d’autore.

Turismo culturale. Più in generale, secondo il Ministro, bisogna puntare sull’immagine dell’Italia come «museo diffuso»; per questo, è stata lanciata
l’idea di formare al dicastero una commissione di esperti per promuovere un turismo culturale di qualità, «nuova frontiera per la gestione efficace dei beni culturali e realizzare
uno sviluppo qualificato del territorio». L’ottica è infatti quella di favorire in questo settore sia la collaborazione pubblico-privato, sia il ricorso a tutte le forze
disponibili, comprese quelle del terzo settore, e di incentivare forme quali il mecenatismo, gli sponsor e nuovi modelli di sviluppo.

Paesaggio. Nella direzione di una riqualificazione del territorio, è necessario inoltre, ha sottolineato il ministro Bondi, «recuperare i paesaggi compromessi e
degradati, anche tramite accordi con il Ministero della Difesa per demolizioni più veloci» perché, ha aggiunto, «il Paese non può più permettersi
cementificazioni non razionalizzate», a parte quelle riferite alle infrastrutture «di rilevanza nazionale».
Per migliorare il controllo del territorio italiano per il Ministro «bisogna in particolare accelerare pratiche di controllo preventivo, preservando la ‘pietra angolare’ su cui poggia la
tutela del paesaggio», ovvero «il controllo delle Soprintendenze». Sull’argomento è stata ventilata anche l’ipotesi dell’introduzione di nuove «indicazioni
operative» che verranno scritte con le Regioni per «costituire le basi di una gestione sostenibile dei beni paesaggistici e per il miglioramento della tutela del territorio».

La creatività, i giovani e le attività artistiche. Gli indirizzi generali della politica del Mibac non favoriscono solo l’azione di tutela, ma puntano anche sulla
creatività, il ruolo dei giovani, l’impulso alle manifestazioni contemporanee dell’arte, della cultura, dell’architettura. In questo senso, anche gli artisti contemporanei vanno
«incoraggiati e sostenuti«: per questo il ministro Bondi ha annunciato l’istituzione di «un concorso nazionale per le arti figurative riservato ai giovani artisti, in
collaborazione con il Ministero delle Politiche giovanili».

In particolare, sugli spettacoli dal vivo, il ministro ha poi annunciato «pensiamo anche a varare una legge obiettivo».

Possibili anche nuove soluzioni integrative tra le politiche sui beni culturali ed il servizio pubblico radio-televisivo per una televisione italiana più «formativa e meno
informativa».

Il cinema. Sul capitolo cinema, il ministro dei beni culturali Sandro Bondi ha spiegato che è puntando sulla pre-produzione e sulla distribuzione che bisogna rivedere il
meccanismo del sostegno dello stato al cinema italiano. Tra le altre cose da fare per il settore, il ministro ha indicato poi la necessità di mettere mano a un disegno di legge con un
pacchetto di urgenti modifiche alla legge cinema.

Il codice del beni culturali e del paesaggio. Alla Camera, ai parlamentari della commissione, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali ha infine ricordato
l’impegno dei ministri che lo hanno preceduto, da Urbani a Buttiglione a Rutelli. Ha citato anche il Codice dei Beni Culturali e le successive modifiche sottolinenado di essere d’accordo con il
presidente del consiglio superiore dei beni culturali Salvatore Settis sul fatto che il codice sia un passo avanti. Oggi, dice annunciando la costituzione al ministero di un tavolo per
l’attuazione del Codice, «e’ ora di metterlo in pratica. Le norme ci sono, servono gli uomini e la capacita’ di mettere in campo idee e fatti».

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