Napoli: il Cnr salva la volta del Palazzo Reale
18 Aprile 2008
I soffitti lignei possono essere vere e proprie opere d’arte, dipinti, dorati, intagliati, a lacunari o con semplici travi a vista, nelle antiche dimore e nei palazzi storici assolvono
contemporaneamente ad una funzione pratica ed estetica, pur essendo così importanti, però, spesso sono oggetto di incuria: la carenza di ispezioni periodiche e la mancanza di
un’adeguata attività manutentiva favoriscono il lento deperimento di queste strutture.
Un esempio è dato dalla volta della Sala Diplomatica del Palazzo Reale di Napoli, costituita da numerosi telai lignei affiancati a formare un solaio, avente però la funzione non
di sostenere un carico soprastante, quanto, piuttosto di supportare la volta sottostante, riccamente dipinta.
La complessa struttura ha un interesse storico-culturale notevole anche se non è direttamente visibile. L’attività di diagnosi svolta dall’Istituto per la valorizzazione del legno
e delle specie arboree (Ivalsa) del Cnr ha permesso di accertare e quantificare gli attacchi di funghi xilofagi e di valutare l’efficienza degli elementi costitutivi. «Il degrado
derivante da un utilizzo errato e dalla totale assenza di manutenzione nel corso degli ultimi decenni stava provocando una serie di deformazioni e lesioni sulla sottostante volta
affrescata», spiega Nicola Macchioni dell’Ivalsa-Cnr. «In particolare, abbiamo potuto accertare la presenza di carie fungine causate da continue infiltrazioni di acque dalle
coperture. Su tale base è stato possibile progettare un intervento di restauro mirato e circostanziato, con l’intento di ricostituire le porzioni che avevano subito un eccessivo
deperimento o di sostituire le parti non più idonee, ripristinando lo stato e le condizioni originarie dell’intero organismo».
Il legno è un materiale molto delicato, con peculiarità che lo distinguono dagli altri utilizzati nelle costruzioni. Una di queste è la variabilità, riscontrabile
tra le specie arboree, all’interno delle stesse, tra individui diversi e addirittura nello stesso tronco; il comportamento fisico e meccanico del legno che cambia se sollecitato parallelamente
o perpendicolarmente rispetto all’asse principale delle cellule; l’igroscopicità, che fa sì che il legno tenda ad assorbire o perdere umidità a seconda delle condizioni di
temperatura e umidità dell’aria dell’ambiente in cui viene conservato, con importanti implicazioni di tipo fisico, meccanico e biologico; la biodegradabilità, per la quale il
legno può essere danneggiato da organismi viventi che del legno stesso si nutrono.
«L’importanza della diagnostica», conclude Macchioni, «risiede non solo nelle informazioni fornite ai progettisti del restauro, ma anche nei dati che essa è in grado di
fornire per il controllo nel tempo dell’efficacia dell’intervento».




