Batteri killer, proteggiamoci con la terra

Batteri killer, proteggiamoci con la terra

La presenza in Europa della variante pericolosa di E. Coli ha riacceso l’attenzione sulle contaminazioni alimentari e sulle possibili difese.

A tale questione è dedicata una ricerca della Cornell University (Stato di New York, USA), diretta dalla dottoressa Sera Young e pubblicata su “The Quarterly Review of Biology”.

L’equipe della dottoressa ha valutato la geofagia: la pratica di mangiare la terra, diffusa in numerose latitudine a diverse epoche (viene anche analizzata da Ippocrate).

Gli scienziati hanno condotto uno studio revisionale su 480 resoconti di esofagia, redatti da medici ed impiegati coloniali, missionari, esploratori ed antropologi. Per quanto possibile, i
testi contenevano dettagli su chi aveva mangiato la terra e sulle modalità di consumo.

In base all’analisi, la geofagia era consuetudine sopratutto delle donne nei primi mesi della gestazione e dei bambini allo stato pre-adolescenziale. Il team della Cornell ipotizza così
come i geofagi utilizzino la terra come difesa contro agenti patogeni, parassiti, tossine vegetali. La pratica è infatti più diffusa nelle regioni tropicali e nei casi di malattie
gastrointestinali, momenti in cui i batteri intestinali sono più frequenti.

Allora, prossimo passo della ricerca sarà uno studio clinico (con eventuali test su volontari umani), al fine di verificare l’effettivo valore della terra come scudo contro i batteri.

FONTE: Sera L. Young, Paul W. Sherman, Julius Beau Lucks, Gretel H. Pelto, “Why on Earth?: Evaluating Hypotheses about the Physiological Functions of Human Geophagy.” The Quarterly
Review of Biology 86:2 (June 2011).

Matteo Clerici

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