Bassi livelli di vitamina D, alto rischio di Parkinson
14 Luglio 2010
Chi ha bassi livelli di vitamina D ha un rischio maggiore del 300% di sviluppare il Parkinson rispetto ai “dotati” di tale sostanza.
Questo il parere di una ricerca del Finland’s National Institute for Health and Welfare e pubblicata da “Archives of Neurology”.
Gli scienziati hanno selezionato un campione di 3000 persone. Tra il 1978 ed il 1980, tali soggetti sono stati sottoposti a prelevi di sangue per valutare i loro livelli di vitamina D.
Successivamente, gli studiosi li hanno seguiti per 30 anni, monitorando l’eventuale sviluppo del Parkinson.
Incrociando i dati sul livello della vitamina ed i casi di malattia, è allora emerso come chi mostrava basse quantità di vitamina D nel sangue avevano il triplo delle
probabilità di sviluppare il Parkinson rispetto al gruppo con i livelli più alti.
Per i ricercatori, ciò avviene perché la vitamina D agisce sia come protettore del sistema immunitario che come molla per lo sviluppo del sistema nervoso.
Tuttavia, le conclusioni sono ancora da verificare. In dettaglio, è necessario “Scoprire se supplementi dietetici di vitamina D o una maggiore esposizione alla luce solare possano avere
reali effetti preventivi nei confronti del Parkinson”.
Fonte: Paul Knekt; Annamari Kilkkinen; Harri Rissanen; Jukka Marniemi; Katri Sääksjärvi; Markku Heliövaara, “Serum Vitamin D and the Risk of Parkinson Disease”, Arch
Neurol, Jul 2010; 67: 808 – 811″, doi:10.1001/archneurol.2010.120
Matteo Clerici
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