Basilicata: Danni all’agricoltura del Metapontino – A memoria nessun agricoltore ricorda un evento così catastrofico
3 Giugno 2009
Basilicata – Non è sufficiente dichiarare lo stato di eccezionale calamità naturale, occorre la dichiarazione di “stato di crisi”: è la sollecitazione che
proviene dal Comitato Direttivo della Cia del Distretto Agro-alimentare del Metapontino che si è riunito a Scanzano Jonico per affrontare i problemi della emergenza causata dalla
calamità naturale di giovedì 28 maggio.
La differenza tra stato di calamità e di crisi – è stato spiegato – non è marginale: con lo stato di crisi è possibile attivare provvedimenti governativi e di
naturale fiscale in grado di fronteggiare in maniera più efficace la situazione che coinvolge circa 2 mila aziende che rischiano di uscire dal mercato sino ad ipotizzare una sorta di
“zona franca” per i mercati agro-alimentari e in materia fiscale.
L’organismo dirigente comprensoriale d’intesa con l’Ufficio di Presidenza regionale della Cia ha fatto una prima stima dei danni provocati alle aziende agricole di Scanzano, Pisticci, Policoro,
Montalbano, Capraro di Tursi e Sant’Arcangelo ed ha definito un “pacchetto” di richieste a breve e medio termine. I danni variano dal 100 per cento di Scanzano a quote del 30-40 per cento di
altre aree con raccolti completamente distrutti o comunque irrecuperabili.
A memoria nessun agricoltore ricorda un evento così catastrofico che – dice Antonio Stasi della Cia del Metapontino – è paragonabile al terremoto in Abruzzo con l’unica differenza
che lì ha provocato vittime umane e da noi rischia di provocare una vittima economica e produttiva, l’agricoltura.
E’ stato chiesto, pertanto, un finanziamento – con la proclamazione dello stato di crisi, proprio come accade per l’industria – interventi economici almeno del 75 per cento del danno provocato
alle piantagioni da rimpiantare e forme di credito bancario.
Sempre nell’immediato è necessario che il Consorzio di Bonifica per le quote di irrigazione, i comuni per l’Ici, le società esattoriali per le competenze da esigere, blocchino
ogni forma di cartella e bolletta emessa nei confronti degli agricoltori impossibilitati a pagare.
Un’altra richiesta riguarda l’assicurazione contro i rischi di calamità: è indispensabile – a parere della Cia – una legge regionale che contribuisca al finanziamento delle
polizze, perchè da soli i titolari di aziende non ce la fanno.
La Cia terrà in piedi, con le altre organizzazioni professionali, i comuni del Metapontino, il dipartimento Ambiente della Regione, un tavolo tecnico permanente per monitorare
costantemente le azioni da mettere in campo. Gli agricoltori sosterranno le iniziative promosso dall’assessore Viti e autonomamente da parlamentari lucani per ottenere dal Governo la “massima
attenzione” e provvedimenti adeguati.





