PALAZZO BERRI-MEREGALLI, UN CASTELLO FANTASTICO NEL CENTRO DI MILANO
15 Maggio 2026
Il palazzo Berri-Meregalli è considerato uno dei massimi esempi di eclettismo: non appartiene davvero a uno stile solo. Mescola infatti: romanico lombardo, gotico, rinascimento, liberty, suggestioni medievali e bizantine.
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Milano, 15 maggio 2026
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
PALAZZO BERRI-MEREGALLI, UN CASTELLO FANTASTICO NEL CENTRO DI MILANO
di Ben Sicchiero
Nel cuore della cosiddetta “zona del silenzio”, tra via Cappuccini e via Vivaio, sorge uno degli edifici più enigmatici e spettacolari di Milano. Il Palazzo Berri-Meregalli venne costruito tra il 1911 e il 1913 dall’architetto Giulio Ulisse Arata per le famiglie Berri e Meregalli, imprenditori dell’edilizia milanese.

Tra fine Ottocento e primi Novecento questa zona divenne il quartiere preferito dell’alta borghesia imprenditoriale milanese: industriali, costruttori, professionisti, editori e finanzieri. Qui sono sorti edifici tra i più raffinati della città: Villa Necchi Campiglio, Casa Galimberti, Villa Invernizzi, Palazzo Fidia. Dietro facciate severe si nascondeva una Milano ricchissima e discreta, agli antipodi rispetto alla città delle botteghe, degli uffici, delle fabbriche.
Il palazzo Berri-Meregalli è considerato uno dei massimi esempi di eclettismo: non appartiene davvero a uno stile solo. Mescola infatti: romanico lombardo, gotico, rinascimento, liberty, suggestioni medievali e bizantine. A differenza del Liberty floreale tipico di inizio Novecento, qui domina qualcosa di più inquieto e monumentale: un castello fantastico e oscuro piombato nel centro di Milano.
Tra le particolarità più sorprendenti: putti giganteschi in cemento sotto il tetto; arieti, leoni, gufi, cani e creature fantastiche scolpite sulle facciate; cancellate in ferro battuto del celebre maestro Alessandro Mazzucotelli; mosaici e affreschi interni di Angiolo D’Andrea e Pietro Adamo Rimoldi.
L’androne è uno dei più spettacolari della città: sembra quasi una cappella bizantina o il set di un film fantasy decadente. In fondo compare improvvisamente una scultura di Adolfo Wildt: la celebre Vittoria Alata, realizzata nel 1919 dopo la Prima guerra mondiale. Colpisce l’espressione quasi spettrale del volto: occhi vuoti, lineamenti affilati, velo marmoreo, ali stilizzate. È una delle ragioni per cui l’edificio è spesso associato a un’atmosfera “misteriosa” o addirittura esoterica.
La decorazione del palazzo non è casuale. Molti studiosi leggono un vero linguaggio simbolico. Il gufo compare in diversi dettagli perché simbolo di conoscenza, ma anche legato al mistero e all’occulto; l’ariete richiama forza, energia, potere economico, volontà di dominio; i mostri e le figure deformi sembrano anticipare l’espressionismo. Non sono stati realizzati per “spaventare”, ma per stupire e mostrare modernità artistica
Fin dalla costruzione diversi milanesi lo consideravano un edificio “strano”, quasi fuori posto rispetto alla Milano elegante e ordinata di Porta Venezia. L’insieme di figure deformi, ombre profonde, mosaici scuri, animali simbolici, ferri battuti simili a grate medievali, ha alimentato l’impressione di un luogo quasi “stregato”.
Pur di costruzione relativamente recente, la singolarità del palazzo ha originato una piccola leggenda, secondo la quale le figure scolpite sulla facciata, nelle serate di nebbia, sembrano muoversi.
L’indirizzo di Palazzo Berri-Meregalli è via Cappuccini 8. Per raggiungerlo con i mezzi pubblici: Metro 1 linea rossa, fermate P.ta Venezia o Palestro; Bus linee 61, 84, 96.
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