Veneto: salute e disabilità nei bambini e ragazzi del Mondo

By Redazione

Venezia, 24 Ottobre 2007 – L’organizzazione mondiale della Sanità pubblica la prima classificazione, concordata a livello internazionale, per la valutazione della salute dei
bambini e dei giovani in relazione alle loro fasi di sviluppo e all’ambiente in cui vivono. The International Classification of Functioning, Disability and Health for Children and Youth, ICF-CY
descrive lo stato di salute dei bambini attraverso una metodologia già da tempo utilizzata per gli adulti. L’ICF-CY classifica centinaia di funzioni e attività corporee
nonché i fattori ambientali che limitano o permettono ai giovani di partecipare ad una vasta gamma di attività quotidiane. I contenuti di questo nuovo strumento sono stati
presentati stamani a Palazzo Balbi, sede della Giunta veneta, dall’Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, dal rappresentate dell’O.M.S. di Gienvra Ustun Baedirhan,
dalla viceministra della Sanità del Mozambico Aida T. Libombo, da Judith Hollenweger, Matilde Leopardi Andrea Martinuzzi del Gruppo di lavoro dell’O.M.S. che ha individuato la nuova
classificazione internazionale. «Nel mondo, sia nei Paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo – ha detto Valdegamberi – i dati sulla salute e la disabilità di bambini
e ragazzi sono tra i più parziali e incompleti che esistano, anche per l’assenza fino a oggi di uno strumento di descrizione e classificazione adeguato».

L’Assessore del Veneto ha espresso l’orgoglio della Regione Veneto che è stata scelta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, come regione nella quale presentare in anteprima
mondiale il nuovo strumento di classificazione durante il convegno internazionale che si aprirà domani a Venezia (Isola di San Servolo) e che continuerà anche nella giornata del
26 ottobre. «Si tratta di un profondo cambiamento culturale – ha affermato – che avrà ricadute concrete nell’organizzazione dei servizi e nei criteri con i quali vengono regolati,
ad esempio, le invalidità civili, l’inserimento lavorativo, l’inserimento scolastico, la presenza degli insegnanti di sostegno, etc. Non si pensi che si tratti di nuovi parametri della
scienza medica che riguardano solo i giovani disabili. Al contrario: investono il concetto stesso di disabilità. L’aspettativa di disabilità, anche solo temporanea, sta crescendo.
Siamo tutti potenziali disabili, se pensiamo alla terza età, agli incidenti, ai traumi, a tante situazioni che non si possono escludere a priori nell’arco di una vita. Portare alla luce
e descrivere in tutti i suoi aspetti, nei diversi contesti ambientali, culturali, sociali, la salute e la disabilità di bambini e adolescenti – ha sottolineato l’assessore – è
l’obiettivo di questa nuova classificazione».

L’ICF-CY affianca ICF, la analoga classificazione lanciata nel 2001 e già in uso per gli adulti e gli anziani». L’implementazione di ICF-CY nei vari settori, dalla organizzazione
dei servizi sanitari all’educazione, dalla tutela dei diritti alla progettazione dei percorsi riabilitativi, dalla epidemiologia alla politica socio-sanitaria, offrirà per la prima volta
a livello mondiale la possibilità di una condivisione di linguaggio e di modello concettuale per la rappresentazione della salute e della disabilità nelle prime due decadi di
vita. La conoscenza obiettiva delle dimensioni di salute e disabilità è il punto di partenza per ottenere salute, educazione e diritti per tutti i bambini e adolescenti del mondo.
Per la prima volta si avrà uno strumento che permette di tracciare e paragonare la salute dei bambini e dei giovani tra Paesi diversi nel corso del tempo e per la prima volta la loro
salute diventerà una componente importante dell’ambiente che gli adulti creano introno a loro.

E, ancora, la classificazione ICF-CY prende in considerazione i ritardi dello sviluppo visto che i bambini che raggiungono alcune tappe dello sviluppo in ritardo rispetto ai loro coetanei sono
a maggior rischio di disabilità. La classificazione è il frutto di un lungo lavoro di revisione, confronto, prove sul campo che ha impegnato dal 2001 un gruppo di lavoro
appositamente costituito dall’OMS, esperti di tutto il mondo, e l’intera rete dei centri collaboratori OMS. Il gruppo di lavoro, costituito da Eva Bjork Akesson, Judith Hollenweger, Matilde
Leonardi, Don Lollar, Andrea Martinuzzi, Rune J. Simeonsson, e Huib Ten Napel, si è giovato della collaborazione di professionisti, famiglie, rappresentanti istituzionali e di
Organizzazioni non governative di molte nazioni (dall’Australia al Brasile, dalla Cina, all’Egitto, dalla Germania all’Italia, dal Giappone al Messico alla Russia, dalla Thailandia al Sudan al
Sud Africa Alla Russia, dagli Stati Uniti alla Svezia, alla Svizzera allo Zambia). Le attività sono state sostenute finanziariamente dal National Center on Birth Defects and
Developmental Disabilities of the Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (USA).

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