Barolo: il WiMu (Wine Museum), un museo del vino internazionale multimediale
23 Settembre 2011
Venerdì 16 settembre
Abbiamo lasciato l’altopiano di Bra, siamo nelle belle Langhe, in mezzo a vigne dai filari pettinati a festa, siamo in piena vendemmia.
L’intenzione è quella di arrampicarci fin nell’alta Val Tanaro, perchè Cesare Giaccone, dopo la parentesi del biennio con Oscar Farinetti a Fontanafredda, ha riaperto il suo
locale ad Alberetto Torre.
Cesare sta scendendo a Barolo perchè al Castello c’è una mostra fotografica, ovviamente di Vino.
Ci diamo appuntamento lì e, in attesa di incontrarlo, andiamo a curiosare nelle sale del castello: rimaniamo semplicemente estasiati.
Quadri alle pareti che parlano: sì, sono dei grandi schermi TV dove la storia viene raccontata in prima persona dai protagonisti di una volta.
I piatti sulla tavola imbandita, anch’essi sono multimediali…non abbiamo molto tempo facciamo un giro velocissimo ma ci torneremo e vi racconteremo le nostre emozioni.
Se nel frattempo ci andate prima voi, cari amici di Newsfood.com, inviateci le vostre impressioni.
Credetemi , ne vale la pena andarci.
E’ interessante la storia di questo castello e dei suoi proprietari, i cittadini di Barolo. Ce lo ha raccontato Luciano Sandrone, e Cristina, addetta all’ufficio stampa, ci ha redatto
gentilmente un sunto di memoria.
PS: di Cesare Giaccone ve ne parlo un’altra volta, sono tante le cose che ha da raccontare, con le parole ma si spiega meglio ai fornelli!
Giuseppe danielli
Newsfood.com
NOTIZIE SU WIMU – MUSEO DEL VINO DI BAROLO
E’ il WiMu, nome internazionale per il Museo del Vino a Barolo, ospitato nelle sale del castello Falletti. Non una semplice collezione antropologica di memorie vitivinicole, ma un percorso
emozionale, interattivo e avvincente tra la produzione, la cultura e la tradizione del vino, ideato dall’architetto svizzero François Confino.
Attraverso un susseguirsi di suggestioni che partono dal ruolo che la vite riveste da millenni nella storia e nell’immaginario collettivo, il viaggio nel mondo del vino non è scandito da
una classica successione di contadinerie e cimeli, ma ha la forza di stupire e coinvolgere con installazioni mobili, giochi di luci e suoni, filmati e musica come nessun Museo del Vino del
panorama nazionale.
IL WIMU IN NUMERI
Il WiMu conta 25 sale e si articola su 5 piani, per un totale di 2 mila metri quadratidi superficie. Ci sono voluti 31 mesidi studi scientifici e studi di fattibilità museografici per
realizzarlo; 44 mesi di lavoroper la progettazione architettonica, impiantistica, scenografica e per la realizzazione dei lavori edili e di allestimento; 42 espertisono stati impegnati per la
definizione dei contenuti scientifici (tecnici in museologia, storici, archeologi, enologi, studiosi della storia e delle tradizioni delle Langhe, esperti di musica, letteratura e cinema); 270
professionisti impegnatinella progettazione e nell’allestimento tra ingegneri, architetti, registi teatrali, registi e produttori di video, scenografi, esperti di marketing museale, esperti in
comunicazione, pittori, illustratori, elettricisti, carpentieri, operai, illuminotecnici, registi del suono, restauratori, fotografi, grafici.
TARGET E NUMERO VISITATORI
Dal giorno dell’apertura al pubblico, il 12 settembre 2010, l’allestimento permanente ideato da François Confino ha accolto ad oggi oltre 30mila tra turisti italiani e stranieri.
Un target composto perlopiù da famiglie, anche con bambini, coppie e gruppi di amici in età compresa fra i 30 e i 60 anni.
I commenti raccolti dal personale al termine di ogni visita sono positivi e carichi di entusiasmo.
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