Ban Ki Moon sfida Cina e Usa sulla riduzione delle emissioni di Co2

Ban Ki Moon sfida Cina e Usa sulla riduzione delle emissioni di Co2

Roma – Alla conferenza di Copenaghen sul clima c’é bisogno di un “accordo globale” che getti le fondamenta per un trattato “giuridicamente vincolante” sulla lotta al cambiamento
climatico. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, parlando al vertice mondiale della Fao sulla sicurezza alimentare, dimostra la sua contrarietà all’intesa raggiunta ieri a Singapore
da Usa e Cina per limitare il vertice danese solo a un’intesa politica e rimandare quella vincolante sul target delle emissioni a una fase successiva.

L’attenzione al clima e a Copenaghen, spiega Ban Ki Moon, è motivata dal fatto che la lotta al cambiamento climatico e la sicurezza alimentare sono “profondamente legati” e “Non ci
può essere sicurezza alimentare senza sicurezza climatica”.   

Ban rilancia dunque l’imminente vertice sul clima, che molti addetti ai lavori considerano invece già destinato al fallimento, definendolo “cruciale” e affermando che a Copenhagen si
può arrivare ad un “accordo significativo ed io voglio lottare per questo”. Le parole del segretario dell’Onu giungono in scia alla posizione espressa dalla Commissione Ue che ritiene
“fondamentale continuare i negoziati fino all’ultimo momento dell’ultimo giorno perché a Copenaghen si raggiunga un accordo ambizioso, globale e operativo”.   

Il segretario generale dell’Onu si sofferma anche sulle cifre necessarie per sostenere la lotta a favore dell’ambiente e di uno scenario sostenibile e amico anche per l’agricoltura e i piccoli
produttori. “Abbiamo bisogno di 10 miliardi di dollari in fondi fiduciari nei prossimi tre anni – dichiara – per fare un salto di qualità nella riduzione delle emissioni nei Paesi in via
di sviluppo”.   

I piccoli agricoltori vengono definiti da Ban ki-Moon “il cuore e l’anima della sicurezza alimentare”, e per questo invita i governi a sostenerli e ad assicurare loro “terra e riserve di acqua”.
“Oggi – è il monito di Ban – più di 17mila bambini moriranno di fame. Uno ogni cinque secondi. Sei milioni all’anno. Questo non è più accettabile. Dobbiamo
agire”. 

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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