Bambini e verdure: il fine giustifica i mezzi

Bambini e verdure: il fine giustifica i mezzi

Bambini e verdure: una relazione complicata. Quando arrivano in tavola spinaci e compagnia, arrivano i musi ed i rifiuti dei piccoli e le varie manfrine di mamma e papà. In questi casi,
il fine giustifica i mezzi: per far sì che la prole impari a mangiare in maniera sana, i genitori possono usare trucchi e piccoli inganni.

A dirlo, una ricerca dell’University College (di Londra, Gran Bretagna) diretta dalla dottoressa Lucy Cooke e pubblicata su “Psychological Science”.

La dottoressa ed i suoi compagni hanno selezionato 422 bambini, dai 4 ai 6 anni, dividendoli in tre gruppi Per 12 giorni, tutti i piccoli volontari sono stati proposti vegetali: carote,
peperoni, barbabietole, cavolo bianco, cetrioli e sedano. Tuttavia, al primo gruppo gli ortaggi venivano proposti senza commenti. Al secondo gruppo, per ogni ortaggio consumato si riceveva una
lode. Nel terzo gruppo, il consumo “verde” veniva ripagato con un adesivo.

Gli studiosi registravano sia il gradimento del singolo volontario verso il singolo ortaggio, sia la quantità che esso consumava. Così facendo, è emerso come, all’inizio,
tutti i gruppi mangiavano verdura in quantità simile. Successivamente, si notava un aumento (per volume consumato) solo nel secondo gruppo.

Il team dell’University College ha dato ai volontari un periodo di pausa, poi ha svolto altri test. L’andamento è stato simile: i bambini del secondo e (soprattutto) terzo gruppo
mangiavano più verdura.

Perciò, la dottoressa Cooke ritiene che i genitori siano autorizzati ad usare ricompense e promozioni per invogliare i loro bambini a mangiare sano. Attenzione, però: non si
devono usare dolci o cibo spazzatura, altrimenti il lavoro è inutile.

FONTE: Robin Nixon, “How to Handle Kids’ Picky Eating” LiveScience, 24/11/010

Matteo Clerici

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