Aviles: inaugurato il Centro Culturale avveniristico intestato a Oscar Niemeyer

Aviles: inaugurato il Centro Culturale avveniristico intestato a Oscar Niemeyer

Nella parte nord-ovest della Spagna, cioè nelle Asturie a Aviles, è stato in questi giorni inaugurato il Centro Culturale intestato a Oscar Niemeyer. Si tratta di un’opera
avveniristica progettata dal grande architetto brasiliano ed a lui intestata. E’ l’architetto che ha ideato Brasilia lasciando delle tracce perfino a Milano con l’edificio della Mondadori di
Segrate.

E’ quello dei grandi spazi e che, con le sue costruzioni razionaliste, seguendo le orme di Le Courbusier, da sempre guarda al futuro. Un maestro -ha raggiunto la veneranda età di oltre
cento anni- che con quest’opera ha voluto creare a Aviles, a due passi da Oviedo, nel Golfo di Biscaglia, un complesso polifunzionale permettendo all’arte in qualsiasi forma -perfino
quella gastronomica!- di trovare la sua collocazione.

Al finanziamento di questa bella costruzione hanno contribuito lo Stato spagnolo e il Principato delle Asturie che si sono poste, così facendo, anche l’obiettivo di dare un nuovo slancio
all’economia di tutte la regione che nel passato ebbe un certo peso a livello industriale e che ora è in piena fase di trasformazione.

Il Centro Culturale di Aviles è destinato a diventare – seguendo la visione del suo creatore- un polo internazionale di attrazione culturale e creativa. Polo da lui definito “il migliore
e più amato fatto fuori dal Brasile”

E’ composto da cinque costruzioni indipendenti e, per certi aspetti, tra loro legate. Di particolare significato l’Auditorium che svetta con i suoi 26 metri sopra gli altri edifici. E’ arredato
con oltre 960 poltrone. Non ha palchi. Proprio per il modo di concepire, da parte dell’artista, la vita, la platea altro non è che una estesa gradinata che s’affaccia su una grande
finestra che una volta aperta permette a migliaia di spettatori, stando all’aperto, di assistere in diretta agli spettacoli.

La Cupola si sviluppa su uno spazio espositivo di 2000 m.q, Ha la forma di un emisfero in calcestruzzo al cui centro c’è un lampadario disegnato dal Niemeyer. Una scala elicoidale gira
tutt’attorno per raggiungere la Torre (alta 20 metri) dove si può ammirare dall’alto il complesso e guardare il paesaggio con la vecchia città e il vicino fiume che sfocia in
mare. Volendo si può fruire anche del locale servizio enogastronomico per rifocillarsi; in quanto anche riempire lo stomaco fa cultura. Il ristorante con la cucina e bar annesso,
è disposto in modo tale che è possibile assistere alla preparazione dei piatti che di volta in volta vengono creati da cuochi affermati e spesso di fama internazionale..

In un edificio polivalente sono state create delle sale per incontri e riunioni oltre ad un cinematografo. E’ qui che pulsa il cuore del Centro Culturale.

Completa il tutto una Piazza Aperta dove si svolgono la maggior parte delle attività culturali.

Niemeyer ha realizzato un polo unico a livello internazionale di grande richiamo culturale, dando vita allo stesso tempo ad una fucina per i giovani di Aviles affinché possano sviluppare
le loro capacità intellettuali e creative, allontanandosi, in un certo qual modo, dalla politica dei consumi che da diversi anni predomina e che sta portando alla scomparsa di quei
valori morali e culturali che invece dovrebbero essere tenuti sempre presenti.

Il Centro Culturale proprio ispirandosi a questi principi da alcuni anni ha intrapreso relazioni con organizzazioni culturali internazionali per scambi reciproci con, per rimanere negli esempi,
la Sydney Opera Hause, il Centro Pompidou di Parigi, l’ Hong Kong Cultural, il Lincoln Center di New York e potremmo continuare ancora.

Ora è da sperare che certi rapporti si possano avere anche con le nostre istituzioni e di Milano in particolare che col Museo del Novecento ha rafforzato la propria presenza nel mondo
artistico internazionale.

Il Centro in un prossimo futuro sarà il fulcro dell”Isola dell’Innovazione di Aviles progettato da un gruppo di architetti alla cui testa c’è Norman Foster.

Bruno Breschi
per Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento