Mostra “La Bella Italia” alla Reggia di Venaria

Mostra “La Bella Italia” alla Reggia di Venaria

In occasione dei festeggiamenti del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, la Reggia di Venaria si adorna con i capolavori dei grandi maestri dell’arte con la mostra “La
bella Italia. Arte e identità delle città capitali”, in esposizione dal 17 marzo all’11 settembre 2011.

Giotto, Beato Angelico, Donatello, Botticelli, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Correggio, Bronzino, Tiziano, Veronese, Rubens, Tiepolo, Canova, Hayez, Parmigianino, Velazquez, Bernini e tanti
altri, con i loro quadri sono i protagonisti assoluti della mostra.

Sono più di trecentocinquanta le opere esposte negli straordinari scenari della Citroniera e della Scuderia Grande di Filippo Juvarra. Un percorso espositivo raffinato e incantevole, una
passeggiata tra tappeti di erba, foglie e specchi che riflettono tutta la magnificenza delle opere.

Ad accogliere i numerosi visitatori, una piccola ed incisiva frase scritta da Edmondo De Amicis, Cuore 1886. “…La bella Italia grande e gloriosa da molti secoli; unita e libera da pochi
anni, che spargesti tanta luce d’intelletti divisi sul mondo…” Amo i tuoi mari splendidi e le tue Alpi sublimi, amo i tuoi monumenti solenni e le tue memorie immortali; amo la tua gloria e
la tua bellezza v’amo tutti di un solo affetto e con pari gratitudine, Torino valorosa, Genova superba, dotta Bologna, Venezia incantevole, Milano possente, v’amo con egual reverenza di figlio,
Firenze gentile e Palermo terribile. Napoli immensa e bella, Roma meravigliosa ed eterna”….

La Mostra è stata inaugurata, giovedì 17 marzo, dal presidente della Regione Piemonte Roberto Cota.

Inizia la visita “verso l’Unità d’Italia” con nel cuore e nella mente la nostra storia. Un percorso che fa rivivere, attraverso le opere esposte, tutta la rappresentazione delle
vicissitudini e le differenze dell’Italia e del popolo che sta per volgere alla vigilia del 1861. Simbolico “il muro in costruzione” che arreda le sezioni delle varie città. Il muro
rappresenta la nascita dell’identità italiana che cresce e unisce. Torino, Firenze, Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Parma, Modena, Napoli e Palermo: ogni “capitale culturale”
viene rappresentata nelle differenti e particolarità storiche che le hanno caratterizzate nel tempo.

La sezione dedicata a Roma, curata da Antonio Paolucci con Alessandra Rodolfo, porta in dote una cinquantina di opere a raccontare i venticinque secoli della città eterna, pagana e
cristiana, attraverso i temi dell’antichità e dell’autorità religiosa. Dai miti della Roma arcaica, simboleggiati dal celebre dipinto di Rubens con Romolo e Remo allattati dalla
Lupa, ai protagonisti della Roma classica con i ritratti e i busti degli imperatori e i rilievi della. Colonna Traiana, alle nitide vedute della Città eterna nei quadri di Wan Vittel e
nelle incisioni di Piranesi. La Roma cattolica, rappresentata dai Triregni papali, dai busti del Bernini di Paolo V e dell’Algardi di Innocenzo X Pamphilj, ritrae nella serie dei pontefici la
stagione del grande barocco, per chiudere con il gesso ottocentesco della Religione Cattolica del neoclassico Antonio Canova.

Firenze è la lingua italiana di Dante, Petrarca e Boccaccio, è il collezionismo dei Medici, la Corte illuminata di Lorenzo il Magnifico (in mostra nel celebre ritratto del
Fiammingo), è la culla del Rinascimento con Brunelleschi, Masaccio e Donatello, la nuova scienza astronomica di Galileo e, ancora, fra Sette e Ottocento, la città d’arte per
eccellenza, cantata in tutta Europa nei diari dei favolosi Gran Tour. La sezione, curata da Cristina Acidini e Maria Sframeli, ricostruisce il cammino verso l’Unità italiana partendo dal
patrimonio lasciato dai grandi poeti fiorentini del Trecento, per chiudersi su un’immagine simbolo del Risorgimento, La Ragazza che cuce il tricolore di Odoardo Borrani.

Da capitale del ducato sabaudo a prima capitale italiana, la Torino che ospita i festeggiamenti per il Centocinquantenario incarna in mostra lo spirito risorgimentale che portò il Paese
all’Unità. Per la cura di Carla Enrica Spantigati, la sezione ripercorre nel segno delle arti la lunga epopea dinastica dei Savoia, la religiosità, la politica d’immagine, le
imprese editoriali e il collezionismo, fino alle grandi architetture che celebrarono, nella regia di Juvarra, il passaggio da ducato a regno nel 1713. Il Piemonte, immortalato nelle evocative
immagini pittoriche delle Alpi, rammenta anche le innovazioni conferite all’Italia dall’antica tradizione scientifica e militare delle sue accademie. Le ultime tele di Bossoli e Tetar van Elven
riportano Torino protagonista del Risorgimento.

Genova, ricchissima e bellissima, evocata nei diari di celebri viaggiatori tra cui Gustave Flaubert che nel 1845 paragonò il suo fascino a quello di Costantinopoli, ripercorre in mostra,
a cura di Piero Boccardo, la sua età d’oro come capitale finanziaria e dell’arte, nell’Europa della Controriforma e degli Assolutismi. Una trentina di opere scelte, tra cui preziose tele
di Rubens, Strozzi, Van Dyck, Veronese, danno immagine alla storia della città, dalla nascita della Repubblica, con il Ritratto di Andrea Doria nelle vesti di Nettuno del Bronzino, fino
all’epopea garibaldina.

Testimonianze artistiche delle molte culture di Palermo, tra il Medioevo e l’età moderna, scandiscono il cammino della città, in bilico tra l’autonomia rivendicata e contrastata.
Con riferimento agli studi compiuti durante il Risorgimento dallo storico palermitano Michele Amari, la sezione curata da Vincenzo Abbate apre sul mito dell’età normanno-sveva, nel segno
della convivenza dei popoli, con preziosi manufatti autoctoni e d’importazione islamica e la tela ottocentesca di Giacomo Conti raffigurante la corte di Federico II. In chiusura il tema dei
Vespri siciliani (nel dipinto di Michele Rapisardi) è collegato direttamente all’epopea garibaldina: la rivolta del popolo al sopruso angioino nel 1282 rappresenterebbe la prima presa di
coscienza del sentimento indipendentista.

L’identità di Napoli, capitale storica dell’Italia meridionale, sede di una grande corte regale, emerge sfaccettata in mostra nelle raffigurazioni del potere sovrano, con i molteplici
modelli di autorapprentazione e, per contrasto, nelle vivide immagini della sua plebe nei dipinti di Cerquozzi, Giordano, Traversi, Miola. A cura di Pierluigi Leone De Castris, attraverso circa
cinquanta opere, la città, i colori, i Santi, la storia rivelano tutte le contaminazioni artistiche di un porto mediterraneo aperto all’Europa e all’Oriente, quanto mai amato, come meta
privilegiata del Grand Tour e raffigurato in brillanti vedute tra Sette e Ottocento.

Seconda città dello Stato Pontificio, Bologna, celebre per il prestigio della sua Università, porta in mostra la ricca tradizione pittorica delle corti padane nelle tele del
Correggio e del Dossi, illustrando la riconquista vaticana di Giulio II nel 1506, con opere di Guercino, Fontana, Bagnocavallo, Ludovico e Annibale Carracci. L’esposizione, curata da Andrea
Emiliani e Michela Scolaro, riconosce nell’ideale classico che attinge alla memoria rinascimentale di Raffaello fino alle espressioni neoplatoniche di Guido Reni, un modello di unificazione
della pittura italiana.

Nell’ambito dei territori emiliani, una sezione specifica della mostra è dedicata ad alcune importanti opere d’arte esemplificative delle prestigiose collezioni degli antichi ducati di
Parma e Modena.

Internazionale e moderna, Milano ritrova nell’immagine dell’Italia preunitaria il ruolo sancito dalla storia di grande centro propulsore dell’arte, del pensiero politico e dell’economia. Una
selezione di opere importanti, a cura di Pietro Marani, illustra i momenti salienti dell’epopea lombarda, mettendone in luce la doppia vocazione intellettuale e imprenditoriale. Dai cantieri
rinascimentali del Duomo e della Certosa di Pavia, con le testimonianze lasciate alla Corte Sforzesca da Leonardo da Vinci e Donato Bramante, la mostra racconta la spiritualità spagnola
nella Milano dei Borromeo e il nuovo fervore illuminista nella Milano austriaca e napoleonica. Il celebre Bacio di Francesco Hayez simboleggia, infine, l’eroismo delle Cinque Giornate che
diedero avvio al Risorgimento.

Venezia si rappresenta in mostra nell’immagine riflessa del proprio mito, celebrato dall’arte attraverso i secoli, fin quasi a fondere la proiezione simbolica della città con i momenti
più gloriosi e drammatici della sua storia. La sezione, curata da Giandomenico Romanelli, rappresenta alcuni momenti cruciali nella lunga storia di autonomia politica e istituzionale di
Venezia e della sua Repubblica e ricompone le diverse anime di un luogo non luogo, tra immagini pittoriche evocative e realistiche. Le icone della Repubblica, con i ritratti di Tiziano e il
Leone marciano di Carpaccio, si alternano alle celebri raffigurazioni della città del Canaletto e alle visuali nostalgiche del Guardi, per riemergere nei colori del Tiepolo e nelle
sculture del Canova.


Adriana Cesarò
Newsfood.com

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