Asportazione preventiva: L’uomo e la prostata

Asportazione preventiva: L’uomo e la prostata

Come ha fatto Angelina Jolie con una mastectomia bilaterale preventiva, un uomo d’affari inglese con moglie e 4 figli ha deciso di procedere ad una prostatectomia preventiva in quanto ad elevato
rischio di tumore della prostata per la presenza di un gene mutato, il BRCA-2 che lo predispone a questo tumore.

Si sa che il rischio relativo di tumore della prostata prima dell’età di 65 anni negli uomini con mutazione di questo gene BRCA-2 è 7-8 volte più elevato. Inoltre vi è
un’evidenza che suggerisce che in caso di tumore della prostata nel contesto di una mutazione di questo gene BRCA-2 queste forme tumorali sono più aggressive clinicamente.

Anche se la risonanza magnetica e gli esami del sangue non avevano rilevato alcuna anomalia, la biopsia preoperatoria aveva dimostrato qualche microscopica alterazione maligna. Il dato più
eclatante è stato che dopo l’intervento un esame approfondito istologico della prostata asportata ha evidenziato un livello molto elevato di cellule tumorali che senz’altro avrebbero
portato ad un tumore maligno clinicamente rilevabile in un tempo ragionevolmente breve.

Va detto però che il rischio di una prostatectomia preventiva come questa è di andare incontro a problemi sessuali con disturbi dell’erezione e incontinenza. “Se il rischio di
sviluppare un tumore della prostata e i controlli al quale il paziente avrebbe dovuto sottoporsi (biopsie, radiografie, ecc.) avessero generato un’ansia eccessiva, se quindi avessero trasformato
la vita del paziente in una non-vita, allora obiettivamente vi sarebbero dei vantaggi per una prostatectomia profilattica” dichiara il prof. Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di
Oncologia medica dell’Istituto Tumori di Aviano.

“In una simile situazione va molto tenuto in considerazione il giudizio e il parere del paziente in causa con il classico principio del consenso informato alle decisioni terapeutiche. Va anche
rilevato che gli uomini portatori di questa alterazione genetica di BRCA-2 sono a rischio molto più elevato rispetto agli altri uomini di un tumore della mammella maschile che pur essendo
raro può comparire nell’uomo.

Si calcola che durante tutta la vita gli uomini con questo gene BRCA-2 alterato hanno un rischio di sviluppare un carcinoma della mammella di circa l’8% più alto che non quello di un uomo
senza questa alterazione. Vedremo delle mastectomie profilattiche anche negli uomini con il gene BRCA-2 mutato? Non possiamo escludere questa evenienza considerando i precedenti”.

www.umbertotirelli.it

Redazione Newsfood.com+WebTv

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