Aspettando Vinitaly 2018: Aumentano le zone di produzione e Dop e IGP dei vini frizzanti
26 Marzo 2018
VINI FRIZZANTI ITALIANI. UNA RISCOPERTA DEL CONSUMATORE ESTERO. AUMENTANO LE ZONE DI PRODUZIONE E I DOP E IGP CON NOME DI VITIGNO
Di Giampietro Comolli
In Italia la biodiversità varietale aiuta a produrre tanti vini frizzanti, con una impronta territoriale. L’Emilia, la Romagna, il Veneto, il Piemonte e la Lombardia sono le regioni più antiche nella produzione, più produttive e anche quelle dove si consumano di più. Era il vino fatto in casa sia dai viticoltori che dai consumatori che si imbottigliavano a inizio primavera il vino acquistato in damigiane.
Una tradizione e un consumo che segue il percorso del fiume Po, segue l’arte culinaria delle paste ripiene, delle torte salate, dei salumi freschi, dei formaggi a grana dura, delle torte fritte. Sia bianchi che rossi sono vini sempre freschi, giovani, profumati, fruttati, poco alcolici, briosi e mossi. Sono vini di cultura territoriale.
Così il Lambrusco in tutte le versioni e la Glera (oggi, una volta il Prosecco), Garganega e Verduzzo, Moscatello e Malvasia, Gutturnio e Fortana, Brachetto e Sangiovese, Trebbiano e Ortrugo, Bonarda e Cortese tanto per citare i più antichi. Ma oggi anche il Riesling, Montepulciano, Controguerra, Erice, Salento, Vermentino in nuove regioni.
Nel 2017 sono state prodotte 35 mio/bott di frizzanti rosati, prevalentemente in zona Asti-Alessandria, Modena-Reggio Emilia, in Oltrepò Pavese, in zona Treviso-Venezia.
L’Emilia produce circa il 56% del totale. La forbice di prezzo all’origine e alla dogana varia da € 1,70 a € 3,95 alla bottiglia e il giro d’affari totale (Italia e estero) è pari a 1,5 mld/euro. Il Lambrusco è il re dei vini frizzanti: quello di Mantova si attesta su circa 16-18 milioni di bottiglie, mentre quello Emiliano (Reggio, Modena, Parma, Bologna) è stimato in circa 220 milioni di bottiglie.
In Veneto la produzione è di circa 50 milioni nella zona Ovest, 20 milioni fra Treviso-Venezia, circa 4-5 mio bottiglie di Glera “colfondo” chiuse con lo storico spago.
In Piemonte altre 15-18 mio/bott e in Oltrepò Pavese (Riesling, Pinot, Moscato…) altre 20-22 mio/bott. Buone le performance dei Colli Piacentini per Malvasia di Candia, Ortrugo, Trebbianino, Sauvignon sia Dop che Igp per altre 8-10 milioni di bottiglie.
Un caso a parte il Gutturnio Dop, vino rosso e uvaggio di Barbera e Bonarda dei Colli Piacentini, con 5 milioni di bottiglie. Infine il “resto d’Italia” produce circa altre 20 milioni di bottiglie.
Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici
Mob +393496575297
Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà
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