Vinitaly 2018, Mantovani: Export vino italiano concentrato su mercato europa

Vinitaly 2018, Mantovani: Export vino italiano concentrato su mercato europa

 

52ª edizione di Vinitaly (15-18 aprile) alle porte

MANTOVANI: ” EXPORT VINO ITALIANO CONCENTRATO SU MERCATI UE”

COMOLLI: “BOLLICINE TRICOLORI SPINGONO L’EXPORT DEI RECORDS, MA VALORE MEDIO BASSO”

L’Istat ha appena rilasciato i dati definitivi relativi all’export del vino tricolore nell’anno 2017. Benissimo, finalmente, per la velocità con cui l’Istituto nazionale di statistica ha fornito ad operatori e comunicatori i dati e i numeri relativi ai movimenti di spedizione, consegna e distribuzione dei vini italiani all’estero. si evince subito che il valore dell’export continua a cescere oramai da una decina d’anni in modo continuo arrivando a toccare un nuovo record commerciale a 5,9 mld di euro globali (+6,2% rispetto al 2016).

Un dato che non soddisfa tutti dopo le diverse dichiarazioni, anche euforiche, che avevano segnato i mesi finali del 2017 sui principali quotidiani nazionali e su testate specializzate di settore nel campo vinicolo e enologico.

Giovanni Mantovani

Molti avevano dichiarato di superare i 6 mld/euro. Ma così non è stato.
In ogni caso l’Italia si dimostra ancora una volta una superpotenza del vino, come ha dichiarato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, il quale ha evidenziato che «il nostro export rimane pericolosamente ancorato sui primi tre Paesi di sbocco (Stati Uniti, Germania e Regno Unito) dove si registra un indice di concentrazione delle nostre vendite del 53,4%, molto più di Francia e Spagna che allo stesso indice si fermano rispettivamente al 38,5% e 35,2%».

Secondo le elaborazioni di Vinitaly-Nomisma su base dati ufficiali dei diversi Paesi produttori, l’anno scorso si è chiuso con un nuovo record in valore dell’export mondiale di vino – oltre 31 miliardi di euro – con i principali player in grande crescita.

Nella classifica per performance, vince l’Australia (+15,1% per un controvalore di 1,8 miliardi di euro), seguita dalla Francia (+9,9%, 9,1 miliardi di euro), dalla Spagna (+6,5%, 2,8 miliardi di euro), dal Cile (+6,3%, 1,8 miliardi) e dall’Italia (+6,2%, 5,9 miliardi di euro). L’Italia tiene bene con gli sparkling (+13,6%, 1,4 miliardi di euro), vero traino della domanda mondiale anche nel 2017, mentre cresce meno sui fermi imbottigliati (+4,4%, 4,2 miliardi euro).

E nell’Ue si colloca oltre il 50% (3 miliardi di euro) del totale del commercio italiano di vino nel mondo: un’incidenza più alta rispetto alla Francia che vende nel Vecchio Continente il 41% del suo prodotto. Nella geografia delle esportazioni dei 2 Paesi leader, la Francia accelera ancora in Asia – che rappresenta ormai il 27% delle vendite globali transalpine (a 2,45 miliardi di euro) – mentre per l’Italia la stessa area vale il 7% dell’export, a 419 milioni di euro.

Giampietro Comolli

A proposito di spumanti e bollicine – come attesta oramai dal 1991 con i regolari report statistici l’Osservatorio Economico Ovse-Ceves di Giampietro Comolli – il consumo mondiale e gli scambi mondiali (commercio) sono sempre in crescita negli ultimi anni, toccando un nuovo record nel 2017 pari a 2,61 mld di bottiglie consumate, di cui  1,050  mld come autoconsumo interno dei principali 11 paesi produttori e 1,55 mld di scambi commerciali nei 121 paesi monitorati. Il valore mondiale delle bollicine spumeggianti  (dallo Champagne al Prosecco, dal Sekt al  Cava, dal Blanquette allo Sparkling) segna un fatturato d’origine di 8,9 mld /euro  che produce un fatturato al consumo di poco superiore ai 26 mld/euro.

L’Italia si conferma primo paese produttore  di bollicine con oltre 670 mio/bottiglie prodotte pari ad un giro d’affari consolidato alla spedizione di 2,9 mld/euro e primo paese esportatore,   con un valore unitario medio di 4,32 euro/bott a fronte del valore medio di un Cava spagnolo a 3,7 euro/bott e di uno spumante francese con valore medio a 15,98 euro/bott. Su un valore export del vino italiano di 5,94 mld/euro, il settore spumante ha una quota pari a 1,38 mld/euro (23%) e il settore dei vini frizzanti italiani (in crescita anch’essi) pari a 0,400 mld/euro.

 

Redazione Newsfood.com

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