Arriva il codice a barre del DNA contro le frodi alimentari

Arriva il codice a barre del DNA contro le frodi alimentari

Applicare al DNA degli alimenti un procedimento simile a quello del codice a barre, per individuare eventuali frodi ed assicurare al consumatore un prodotto migliore.

Questo è l’obiettivo di una ricerca a più mani (hanno collaborato la Rockefeller University, Trinity School di Manhattan e l’American Museum of Natural History), guidata da Brenda
Tan e Matt Cost e pubblicata da “Bioscience”, nel numero di gennaio.

I ricercatori hanno analizzato confezioni di diversi alimenti, tentando di scoprire se quanto dichiarato dall’etichetta corrispondesse all’oggetto realmente fornito.

La tecnica scelta (da loro sviluppata) è il DNA barcoding (letteralmente: codice a barre molecolare basato sul DNA). Tale procedura, applicabile a sostanze animali e vegetali, si basa
basa sull’analisi di marcatori genetici tipici del DNA e non viene influenzata da processi di lavorazione, come la cottura ed il congelamento.

Applicando così la propria metodica, il tandem Tan-Cost ha individuato 11 casi di palesi taroccature.
Ad esempio, economica carne di mucca veniva spacciata per ben più pregiata carne di cervo. Oppure, un “normale” formaggio a base di latte venduto come il più costoso collega,
fatto con latte di pecora. O ancora, “plebeo” caviale di pesce autoctono degli Usa con l’etichetta (ed il prezzo) del “nobile” caviale di storione.

Soddisfatti i ricercatori, che già in un precedente avevano messo alla prova con successo il loro DNA barcoding. Spiegano infatti Cost e Tan: “Questo rapporto segnala alle
autorità’ sanitarie e per la sicurezza alimentare di tutto il mondo quanto e’ semplice oggi controllare e certificare l’origine dei prodotti sul mercato e impedire le frodi alimentari,
proteggendo sia la salute dei consumatori sia le specie animali in via di estinzione”. Un giorno, concludono, ogni compratore potrà analizzare i potenziali acquisti tramite smarthphone,
conoscendone (il DNA) e la natura in assoluta sicurezza.

Ma attualmente, il mercato delle frodi alimentari è un sottobosco intricato, pericoloso ma redditizio. Al primo posto dei tarocchi da tavola si collocano i pesci, seguiti dagli alimenti
per animali domestici (cani e gatti), seguiti poi dal mercato nero delle specie in via d’estinzione.

Tale pratica danneggia l’acquirente in numerosi modi. Il danno economico, l’acquistare cioè un cibo scadente spacciato per pregiato, è solo il primo. Le frodi alimentari mettono a
rischio anche la salute (il cibo “non controllato” può essere di cattiva qualità e porre problemi di allergia inaspettata o violare le proprie condizioni etiche o religiose.

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Matteo Clerici

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