Aree protette lombarde, approvato nuovo progetto di legge

Lombardia, 10 Dicembre 2007 – La conferma delle aree protette come fattori essenziali di promozione del territorio (e non come luoghi di soli vincoli) con lo sviluppo di attività
economiche compatibili (turismo, benessere, ricreazione, cultura, agricoltura, selvicoltura, ecc) accompagnata dalla limitazione di attività speculative e pericolose; la conservazione e
il miglioramento della biodiversità, anche attraverso la creazione della Rete Ecologica Regionale; la rivisitazione degli strumenti di programmazione e finanziari; la riorganizzazione
degli enti gestori dei parchi con un nuovo ruolo assegnato a Comuni e Province, in base al principio di sussidiarietà.

A quasi 25 anni dall’approvazione della legge sui parchi (n. 86 del 1983), la prima varata da una Regione in Italia, la Giunta lombarda, su proposta dell’assessore alla Qualità
dell’Ambiente, Marco Pagnoncelli, ha deciso di aggiornare e riformare le norme che governano le aree protette, approvando un nuovo progetto di legge, che viene trasmesso al Consiglio
regionale.
La nuova normativa interviene sul sistema lombardo delle aree protette, costituito da parchi regionali, parchi naturali, riserve naturali, monumenti naturali e parchi locali di interesse
sovracomunale, che coprono circa il 30% dell’intero territorio regionale.

«Questo progetto di legge – spiega l’assessore Pagnoncelli – è frutto di un ampio e articolato lavoro di confronto e approfondimento sia all’interno della Regione stessa (con le
altre Direzione generali e con l’Istituto Regionale di Ricerca), sia soprattutto con i rappresentanti degli enti locali e delle aree protette e con le associazioni ambientaliste. Il nostro
obiettivo è approvare regole che consentano uno sviluppo armonico e compatibile dei territori delle aree protette, preservando il patrimonio naturalistico di pregio di cui la Lombardia
è ricca».
«Allo stesso tempo – prosegue Pagnoncelli – ci muoviamo nella direzione della semplificazione delle procedure amministrative e di pianificazione e dello snellimento burocratico,
accorpando tutta la normativa esistente in un testo unico e abrogando diverse leggi oggi in vigore».

Questi i contenuti essenziali del Progetto di Legge.

CLASSIFICAZIONE, PROGRAMMAZIONE E FINANZIAMENTI – Viene confermata la classificazione delle aree protette già in vigore (parchi regionali, parchi naturali, riserve naturali,
monumenti naturali e parchi locali di interesse sovracomunale) ma vengono meglio specificati compiti e obiettivi di ciascun ente. Atto fondamentale di governo e di indirizzo per la gestione e
la pianificazione degli interventi è il Piano Regionale delle Aree Protette, che la Regione è chiamata a elaborare e approvare all’inizio di ogni legislatura con la
possibilità di aggiornarlo annualmente attraverso il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria. Oltre al piano annuale di finanziamento regionale, viene istituito un fondo di
rotazione per la realizzazione di interventi di riqualificazione e valorizzazione delle aree protette.

GESTIONE – Gli attuali Consorzi di gestione delle aree protette vengono trasformati in enti di diritto pubblico, governati da un’assemblea in cui siedono i rappresentanti di tutti gli
enti territorialmente coinvolti (almeno il 60% delle quote è attribuito ai Comuni), che è chiamata a eleggere il presidente e approvare lo Statuto. Per quanto riguarda in
particolare i parchi regionali, sono due gli strumenti principali di gestione:
il Documento strategico (che indica gli indirizzi) e il Piano Territoriale di Coordinamento, che ha valore di piano urbanistico e paesaggistico.

ATTIVITA’ DI TUTELA E SVILUPPO – Oltre a realizzare specifiche azioni di informazione, formazione ed educazione ambientale, la Regione, insieme agli enti gestori, promuove iniziative di
fruizione e valorizzazione delle aree protette legate in particolare a turismo, sport, benessere, ricreazione, cultura, agricoltura, selvicoltura. La Regione sostiene inoltre iniziative
imprenditoriali destinate a creare occasioni di sviluppo economico e occupazionale (anche attraverso la creazione di specifici marchi di qualità) e contribuisce al potenziamento della
rete escursionistica, ciclo-pedonale, equestre e delle vie d’acqua. Particolare attenzione viene anche dedicata alla tutela delle aree boschive e della fauna e alla promozione dell’agricoltura
integrata e biologica.

RETE ECOLOGICA E LEGGE TERRITORIO – Il recepimento e l’attuazione delle Direttive europee su Rete Natura 2000 (conservazione degli habitat naturali e della flora e fauna
selvatica) sono accompagnati dalla costituzione della «Rete Ecologica Regionale», formata dal complesso delle aree protette e dalle aree di collegamento tra queste che abbiano una
valenza ecologica e che siano funzionali alla distribuzione geografica e allo scambio genetico di specie vegetali e animali. La «Rete Ecologica Regionale» viene individuata
attraverso una apposita cartografia, che servirà da supporto per la pianificazione urbanistica e territoriale degli enti locali, integrando il Piano Territoriale Regionale.

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