Aragosta record torna in Libertà
12 Gennaio 2009
Torna libera l’aragosta-record. L’animale, dal peso di 9 kg e dall’età stimata di 140 anni, era stato pescato nelle acque canadesi e poi rivenduto ad un
ristorante di New York, il City Crab and Seafood, per 100 dollari. Inserito nella vasca dei crostacei insieme alle
compagne “ordinarie”, di 7 o 10 anni, l’aragosta aveva subito catturato l’attenzione dei pubblico: secondo Keith Valenti, proprietario del locale, i clienti
amavano farsi fotografare insieme con lei. Oltre a quello dei consumatori, lo straordinario crostaceo ha suscitato l’interesse degli attivisti della PETA (People for the Ethical
Treatment of Animals); la loro azione, unita al consenso d Valenti, ha portato alla liberazione dell’aragosta, che verrà rigettata nell’Atlantico.
Il benessere dei crostacei interessa anche in Italia.
(vedi su Newsfood.com: “Milano: noto ristoratore denunciato per maltrattamenti ed atrocità sugli animali)
Recentemente, un ristoratore milanese è stato rinviato a processo per aver conservato degli astici vivi su un letto di ghiaccio. L’accusa ha dalla sua il testo pubblicato
dal Ministero della salute, tramite il proprio Centro di referenza nazionale per il benessere degli animali. Tale documento, intitolato Sofferenza di aragoste e astici vivi con chele
legate e su letto di ghiaccio durante la fase di commercializzazione, sottolinea come “il posizionamento degli animali sul ghiaccio, anche se avvolti in sacchetti a tenuta,
è assolutamente inappropriato sia come metodo anestetico che come metodi di stoccaggio, in quanto il contatto diretto con il ghiaccio determina asimmetria della perfrigerazione,
sbalzo improvviso di temperatura, shock ipoosmotico da acqua di scioglimento o da condensa, ipossia e stress anaerobico”: la pratica è quindi considerata inutile per la
conservazione e crudele per l’animale, perciò vietata. Anche la legatura delle chele è sottoposta a divieto in quanto “determina atrofia muscolare e inibizione
dell’alimentazione se naturale e causa la ben più importante interferenza con i comportamenti di minaccia/difesa, l’applicazione della banda in animali freschi di
muta può distorcere e indebolire le chele”. Tali comportamenti, se verificati, portano alla violazione dell’articolo 544 del Codice Penale, relativo alla
crudeltà sugli animali, con sanzioni fino ad un anno di reclusione o 15.000 euro di multa.
Redazione Newsfood.com / Matteo Clerici





