App, Easy Dinner: mangiare bene spendere poco

App, Easy Dinner: mangiare bene spendere poco

Un gruppo di ragazzi, amanti della tecnologia quanto di locali e ristoranti.
Un’idea: far mangiare bene in tempo di crisi, selezionando i locali che uniscono qualità e prezzo.
Il mezzo, le App.

Nasce così Easy Dinner, frutto della collaborazione tra tre ragazzi di Roma: Paolo Napolitano, 27 anni, Giancarlo Motterle, 22 anni, e Giovanni Curcio, 28 anni.

Tutto è nato all’interno dell’Università di Tor Vergata: niente finanziamenti diretti, ma la possibilità di intervenire durante le lezioni e di contattare alcuni professori. Così, il progetto è cresciuto: ai tre fondatori si sono aggiunti altri 20 studenti. Quando poi si è affacciata all’esterno, Easy Dinner ha coinvolto 600 ristoranti, 20.000 pasti erogati per 10.000 utenti e 6000 iscritti alla pagina Facebook.

Come spiegano i creatori, il segreto dell’App sta nella sua semplicità. Si apre il telefonino, si sceglie il locale (magari tramite offerta inserita dal locale stesso), poi si va a mangiare mostrando la schermata. Niente pagamento in anticipo, né stampa di coup

Forte della risposta del pubblico e del buon funzionamento, Easy Dinner è pronta a crescere, tra potenzialità e rischi.

Primo passo, la solidità economica: “La nostra priorità adesso è far conoscere il progetto e i suoi vantaggi. Certo, noi vogliamo guadagnare, quindi quando riusciremo a far percepire ai proprietari dei ristoranti il valore del servizio, lo metteremo a pagamento”.

E’ sentita anche la necessità di espandersi, di creare una Silicon Valley Roaman, senza nascondere però gli ostacoli: “Qui ci sono dei vincoli burocratici che all’estero non ci sono. Lì si fa tutto online. E così anche gli investitori ti dicono ‘vieni qui che facciamo prima’”.

Ma Easy Dinner, ed i suoi creatori, non vuole mollare, perchè in Italia ci sono anche cose di valore: “I giovani italiani sono ben formati, proprio grazie all’università che tanto bistrattiamo”.

 

Matteo Clerici

 

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