Antitrust, multa da oltre 81 mln a 15 aziende settore cosmetico

Antitrust, multa da oltre 81 mln a 15 aziende settore cosmetico

By Redazione

Il Codacons interverrà dinanzi al Tar del Lazio in difesa del provvedimento dell’Antitrust che ha elevato una multa da 81 milioni di euro a 16 aziende di produzione di cosmetici,
colpevoli di aver posto in essere una intesa sugli aumenti dei prezzi.

“I cartelli tra operatori danneggiano enormemente i consumatori e consentono alle aziende di incassare ingiustamente enormi somme di denaro – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Per questo una
multa da 81 milioni di euro appare insufficiente a sanare il danno economico subito dagli utenti. In ogni caso, difenderemo la sanzione dell’Autorità intervenendo dinanzi al Tar”.

Intanto, in vista del Natale e per evitare ingiusti aggravi di spesa determinati da cartelli e intese sui prezzi, il Codacons invita i consumatori italiani a non acquistare e regalare prodotti
cosmetici delle 16 aziende sanzionate.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 15 dicembre 2010, ha deliberato che 16 aziende di produzione di cosmetici, tra le quali tutte le ‘big’ del
settore, hanno posto in essere un’intesa unica, complessa e continuata nel tempo, finalizzata al coordinamento degli aumenti dei prezzi di listino comunicati annualmente agli operatori della
Grande Distribuzione Organizzata. All’intesa ha partecipato anche l’Associazione Italiana dell’Industria di Marca – Centromarca che, assicurando costantemente un’organizzazione di supporto,
logistica e informativa ai produttori di cosmetici, ha facilitato significativamente il coordinamento delle strategie commerciali tra questi.
Il ‘cartello’, individuato grazie all’autodenuncia della multinazionale Henkel, che ha così beneficiato dell’esenzione della sanzione, si è realizzato attraverso un costante
e pervasivo scambio di informazioni sulle principali variabili concorrenziali: dagli aumenti dei prezzi di listino dei prodotti per la cura personale (quali saponi, detergenti, profumi, creme,
dentifrici) alle condizioni di negoziazione con gli operatori della distribuzione. Il risultato è stato un allineamento generalizzato e costante degli aumenti dei prezzi di listino
comunicati agli operatori della GDO, normalmente superiore al tasso di inflazione annuale.
L’istruttoria condotta dall’Antitrust ha trovato numerosi riscontri a quanto dichiarato per prima dalla società Henkel e successivamente da Colgate-Palmolive e Procter&Gamble, che
hanno chiesto l’ammissione al programma di clemenza, ottenendo al termine del procedimento una riduzione della sanzione rispettivamente del 50 e del 40 per cento.
Secondo quanto ricostruito dall’Antitrust, le riunioni organizzate dal ‘Gruppo Chimico’ di Centromarca prendevano spunto, generalmente, dalla presentazione di uno studio di settore sul
generale andamento dei mercati a cui seguiva un vero e proprio “giro di tavolo” nel corso del quale ciascun produttore era chiamato a riferire la percentuale media di aumento di listino
comunicato e/o da comunicare agli operatori della Grande Distribuzione e le principali indicazioni commerciali emerse nel corso della negoziazione annuale con gli stessi (soprattutto con
riferimento alla percentuale di sconto richiesta).
Il coordinamento costante tra i produttori concorrenti si è realizzato anche al di fuori del contesto associativo con contatti continui diretti riscontrati nel corso dell’istruttoria.
L’obiettivo concordato, e realizzato, era un aumento di listino annuale che si collocasse al di sopra del tasso di inflazione annuale e totalmente slegato da corrispondenti aumenti dei costi di
produzione. L’intesa durata almeno dal 2000 al 2007 è stata messa in atto da aziende che insieme detengono, per ciascuna categoria merceologica ricompresa nel settore della cura
personale, una quota aggregata oscillante tra il 58% e il 92% delle vendite in valore.
Nel determinare la sanzione l’Autorità ha tenuto conto, tra l’altro, sia del ruolo di primo piano nella elaborazione del disegno collusivo svolto da alcune società (oltre a
Henkel, Reckitt Benckiser, Beiersdorf, L’Oreal, Unilever, Procter&Gamble, Colgate e Manetti&Roberts) sia, come attenuante, dell’atteggiamento collaborativo avuto dalle società
Reckitt, Mirato e dall’Associazione Italiana dell’Industria di Marca.

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