Anguria e melone: buona frutta, tanta acqua

Anguria e melone: buona frutta, tanta acqua

Estate, tempo di anguria e melone. Gradevoli ed idealmente legati alle vacanze, i mesi estivi nascondo però un’insidia. Solleone ed alte temperature battono sulla pelle, favorendo la
disidratazione ed i disturbi collegati. Allora, per prendere il meglio e lasciare il peggio del periodo bisogna puntare su anguria e melone.

Tali frutti sono un tesoro nascosto: superato l’ostacolo della buccia, si può gustare così un alimento più che ricco di elementi utili. Per cominciare, l’acqua che copre il
90% della polpa. Poi le vitamine, sopratutto la A e la C. Un mix che rende anguria e melone adatti non solo nel piatto: usata come maschera di bellezza, la loro polpa è infatti capace di
idratare la pelle, rendendola più elastica e giovanile.

Da tempo l’uomo conosce e gode dei frutti in questione. Anguria e melone venivano coltivate fin dall’Antico Egitto, dove offrivano sostentamento ai vivi ed ai morti, quando venivano inserite
nelle tombe come scorta durante il viaggio verso l’Aldilà. Successivamente, si diffondono nel bacino del Mediterraneo dove diventano piatto comune: la Naturalis Historia di Plinio
(I° sec a.C.) contiene diverse annotazioni sul melone.

Oggi, melone ed anguria vengono offerti in diversa maniera, dai luoghi della grande distribuzione ai piccoli venditori itineranti, detti “cocomerari” in dialetto romanesco. Proprio sui loro
banchi di vendita è nata l’abitudine di picchiare sulla buccia e verificare il grado di maturazione in base al suono. Perché anguria e melone fanno bene, ma se sono maturi
è meglio.

FONTE: Nexta

Matteo Clerici

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