Dal PC al piatto. Come i videogiochi influenzano l’ alimentazione dei bambini
9 Luglio 2009
Se è vero che i genitori devono essere i primi maestri dell’ alimentazione sana, è altrettanto vero che molte delle indicazioni in tal senso per i più giovani provengono
spesso dai videogiochi.
Sono infatti ormai molti i videogiochi per computer creati per promuovere una marca sfruttando la loro naturale capacità di raccogliere audience.
E, data la natura del prodotto, spesso i cibi pubblicizzati sono poco salutari: merendine, snack e spuntini vari.
Sull’ argomento esiste una ricerca della Georgetown University di Washington DC (Usa), pubblicata su Archives of Paediatrics & Adolescent Medicine.
Gli studiosi hanno lavorato con dei piccoli volontari, di 9-10 anni, divisi in tre gruppi.
Quelli del primo gruppo hanno usato un noto videogame e poi sono stati messi di fronte ad una scelta tra alimenti presenti nel videogioco, scelte sane come frutta o succhi.
Quelli del secondo gruppo hanno utilizzato una versione differente del videogioco, che pubblicizzava alimenti come bibite zuccherate, caramelle, biscotti e patatine fritte.
Quelli del terzo gruppo hanno potuto fare uno spuntino prima di usare il PC.
I ricercatori hanno così potuto osservare come entrambe le versioni del gioco siano state gradite.
Tuttavia, ogni versione ha lasciato il suo segno particolare: quelli appartenenti al gruppo che ha giocato alla versione “salutare” del videogioco hanno mostrato di essere indirizzati a
scegliere i cibi sani anziché le patatine fritte o le bibite gasate, al contrario degli altri, e viceversa.
Secondo gli universitari, il loro lavoro dimostra come, anche se usati per un tempo ridotto ( tutti i partecipanti hanno giocato in media 9 minuti e 39 secondi), i videogiochi possono
influenzare le scelte dei più giovani.
Matteo Clerici




