Anche i «vizi» cambiano padrone

I «vizi» hanno dei nuovi padroni, cambia, e di molto, la geografia di alcolici e super alcolici in Europa, la Commissione europea ha, infatti, dato il via libera all’acquisizione da
parte dell’Heineken della birra inglese «Scottish and New Castle» (S&N) in Belgio, Finlandia, Portogallo e Regno Unito.

E’ parere della Ue, pertanto, che «l’operazione non influisce significativamente sull’effettiva concorrenza del mercato», cosa che apre di fatto le porte all’acquisizione della
ditta inglese che produce birre tra le più conosciute al mondo quali la Foster’s, la Kronenbourg e la Grimbergen.

Il colosso olandese dovrà, invece, attendere il responso dell’autorità per la concorrenza dell’Irlanda per portare a termine una simile operazione sulla S%N irlandese.
Di diverso tenore è stata, invece, la trattativa che ha portato la Pernod Ricard ad acquisire la società di liquori svedesi Vin&Spirit, che comprende tra l’altro il marchio
Absolut Vodka. L’operazione è costata 5,63 miliardi di euro ed ha avuto come diretto venditore lo stato svedese, «patron» del gruppo, che sta procedendo ad un piano di
dismissioni del valore di almeno 200 miliardi di corone (34 mld di dollari) entro il 2010. E’ un grande affare per il gruppo francese che si va così a garantire un marchio come Absolut
Vodka che da solo controlla circa il 9% del mercato americano della vodka e costituisce circa il 40% delle vendite in volume di Vin&Spirit.

Ma cambi sono in vista anche per quanto riguarda il settore del tabacco. Manifatture Sigaro Toscano del gruppo Maccaferri ha, infatti, reso noto di aver acquisito dal gruppo svizzero Bs il
marchio dei sigari Pedroni. L’accordo ha già ottenuto l’autorizzazione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiano. «Con questa
acquisizione» – ha avuto a dire il vice presidente del gruppo bolognese Gaetano Maccaferri – «facciamo un ulteriore passo nella nostra politica di sviluppo, coerentemente con la
vocazione del gruppo Maccaferri».
La vocazione del gruppo che prevede espansioni verso l’estero e che consiste in un export che rappresenta il 7% dell’intero fatturato (di 70 milioni di euro) e una distribuzione in ben 50
paesi.

Lorenzo Rossi-Doria

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