Analizzare i capelli predice il rischio d’infarto

Analizzare i capelli predice il rischio d’infarto

Basta un capello, e con un test innovativo si può predire l’arrivo dell’infarto con mesi d’anticipo.

E’ quanto sostiene una ricerca dell’Università of Western Ontario, diretta dai dottori Gideon Koren e Stan Van Uum e pubblicata su “Stress”.

Gli studiosi hanno lavorato con alcuni volontari, 56 colpiti da infarto ed un gruppo di controllo di soggetti sani. A tutti loro i ricercatori hanno prelevato capelli da sottoporre ad esami.

In questo modo, è emerso come i capelli degli infartuati presentavano livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) significativamente più alti. A riguardo, gli esperti sostengono
che, dopo aver preso in esame diversi fattori di rischio come diabete, fumo ed ipertensione, il cortisolo si era dimostrato il più affidabile come “avanguardia” dell’infarto.

Secondo Koren e Van Um, il sistema ideato permetterà di prevedere (e combattere meglio) gli attacchi cardiaci. I test attuali, esami standard di sangue, urina e saliva, sono attendibili
ma di efficacia limitata al momento del prelievo. Diversamente, il nuovo test del capello è sia retroattivo che post-attivo, in quanto l’attività del cortisolo dura per mesi.
Conclude così il dottor Koren: “In media i capelli crescono di un centimetro ogni mese e quindi se si esamina un campione lungo sei centimetri siamo in grado di determinare i livelli di
stress dei sei mesi precedenti”.

Fonte: David Pereg, Rachel Gow, Morris Mosseri, Michael Lishner, Michael Rieder, Stan Van Uum, Gideon Koren. “Hair cortisol and the risk for acute myocardial infarction in adult men”.
Stress The International Journal on the Biology of Stress, 2010; 100902220954013 DOI: 10.3109/10253890.2010.511352

Matteo Clerici

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