Ammalarsi ora per non morire poi. Contro l’ influenza suina, ecco le feste del contagio
15 Luglio 2009
In alcune feste, frequentate specialmente da adolescenti, gli ospiti d’ onore sono i contagiati da influenza suina (meglio se in forma lieve).
Essi girano tra gli invitati, baciandoli e ballando con loro, con lo scopo d’ infettarli con il virus H1N1.
Dietro tali operazioni c’ è il principio della vaccinazione naturale: meglio essere infettati ora per avere gli anticorpi pronti per l’autunno, quando la pandemia entrerà nella
fase di maggiore virulenza.
Queste feste per l’ influenza suina (swine flu parties negli Stati Uniti, o grippe parties in Gran Bretagna) sono i discendenti dei varicella party, comuni nell’
Inghilterra negli anni 90.
All’ epoca, ci si raccoglieva attorno agli infetti principalmente per la mancanza di un vaccino artificiale.
Oggi, i sostenitori degli swine flu parties agiscono in tale maniera per mancanza di fiducia nella scienza “commerciale” o per semplice desiderio di precauzioni.
Tale corrente di pensiero, molto diffusa in Internet, ha come testo di riferimento “La Grande influenza” di John Barry: il testo sottolinea come coloro che furono colpiti dall’ influenza
spagnola nella primavera del 1918, quando il virus era ancora debole, si dimostrarono protetti dall’ ondata dell’ autunno, quando il morbo era diventato più letale.
Sulla pratica delle feste del contagio, miste le reazioni dei medici.
Moderatamente favorevole il professor Francoise Bricaire, direttore di un servizi di riferimento per le epidemie infettive.
Egli fa notare come ” E‘ da quando sappiamo, grazie ai dati epidemiologici e alle osservazioni in reparto, che la forma di influenza è ancora lieve, che si è posta la
questione. Sapendo che probabilmente dovremo far fronte a una seconda fase più grave in autunno, non è del tutto illogico dire: “Se molte persone hanno anticorpi, questo
semplificherà la vaccinazione futura””.
Il professor Antoine Flahault esprime parere positivo, in quanto “coloro che hanno precocemente contratto l’influenza hanno alcuni evidenti vantaggi: essi, in qualche modo, saranno vaccinati
prima degli altri. Inoltre, se contraggono l’influenza con complicazioni – che non è il caso della Francia – potrebbe essere meglio che accada quando gli ospedali non sono ancora
congestionati”.
Esistono però anche esperti totalmente contrari a tale operazione.
Tra questi, Il direttore del Centro per il controllo delle malattie e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti, Richard Besser, che ha dichiarato come “sarebbe un grosso errore far
correre rischi a persone e bambini. E’ una malattia nuova, sulla quale ogni giorno che passa impariamo di più”.
Matteo Clerici




