L’ influenza suina è iniziata “in segreto”. Come le passate epidemie

L’ influenza suina è iniziata “in segreto”. Come le passate epidemie

L’ influenza spagnola del 1918: fino a 100 milioni di morti stimati.

L’ influenza asiatica del ’57-58 e l’ influenza di Honk Kong del 1968, rispettivamente 1,5 e 1 milione di morti.

Tali epidemie, oltre ad essere considerate le “terribili tre” dell’ era moderna, condividono un altro fattore: tutte sono iniziate in sordina.

E tale caratteristica e condivisa anche dall’ influenza suina.

A dirlo, il dottor Robert Webster del St. Jude Children’s Research Hospital, in uno studio pubblicato su Pnas (Proceedings of National Academy of Sciences).

Il dottor Webster fa notare come tutti e tre i virus delle grandi influenze moderne condividano una storia in comune, fatta di periodi “sotto traccia” e di rimescolamenti genetici.

Il virus della Spagnola, ad esempio, era già presente nei maiali dal 1911 prima di manifestarsi con tutta la sua potenza contro gli esseri umani nel 1918.

Sorte simile anche per i “colleghi” alla base delle altre pandemie moderne: tutti formatisi tramite scambi genetici con ospiti sconosciuti e con virus aviari e tutti passati attraverso un
periodo di anonimato.

Dal loro lavoro, il dottor Webster e colleghi traggono due conclusioni.

La prima: per evitare che l’ influenza suina aumenti d’ intensità e diffusione, le autorità sanitarie devono studiare più a fondo non solo le possibili mutazioni della
proteina di superficie emaggluttinina (H), ma anche quei geni che sembrano, almeno per ora, insignificanti.

I ricercatori, inoltre, dovrebbero dedicare più energie alla ricerca e alla comprensione del sistema biologico del maiale.

Tale animale gioca infatti un ruolo fondamentale nelle epidemia, in quanto possessore dei recettori sia per i virus aviari che umani e capace di svolgere un ruolo di incubatore evolutivo e di
anello di trasmissione.

In ogni caso, altri ricercatori stanno puntando i riflettori sull’ influenza A.

Un recente, studio pubblicato su Nature, afferma come il virus H1N1 moderno sia più letale per i polmoni di quello responsabile della normale influenza stagionale ma sarebbe anche
più sensibili ai farmaci antivirali.

Altri medici, inoltre, sottolineano come gli anziani, sopravvissuti alla Spagnola del 1918, posseggano una sorta di scudo immunitario contro la nuova malattia.

Matteo Clerici

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