Allarme siccità – Acqua, il petrolio dell’Italia: urge un Piano nazionale

Allarme siccità – Acqua, il petrolio dell’Italia: urge un Piano nazionale

By Giuseppe

Siccità, alluvioni, reti che perdono e acqua piovana che non riusciamo a trattenere: l’Italia ha urgente bisogno di una politica nazionale capace di raccogliere, conservare e utilizzare una risorsa che vale più del petrolio.

 Non si può più perdere tempo: “decenni senza una strategia sufficiente e continuativa” ma si incomincia a fare qualcosa…

Newsfood.com, 13  agosto 2026

NOTA del Direttore


Comolli questa volta mette il dito in una piaga che riguarda tutti. Possiamo discutere se servano più dighe, più piccoli invasi o soluzioni diverse. Su una cosa, però, c’è poco da discutere: Bisogna intervenire con urgenza; perdere miliardi di metri cubi d’acqua e poi dichiarare l’emergenza siccità non è una politica idrica. Il nuovo accordo sul Brugneto è una buona notizia. Ma perché dobbiamo arrivare alla “guerra dell’acqua” fra territori, prima di trovare un compromesso?
Forse la domanda da fare alla politica è molto semplice: quanta acqua cade ogni anno sull’Italia, quanta ne tratteniamo, quanta ne perdiamo e quanta ne potremmo recuperare entro dieci anni?
Quattro numeri. E poi un programma con date, costi e responsabili.

Giuseppe Danielli


 


BOX 1
I numeri: qui Comolli ha centrato il problema

Il dato nazionale più solido è impressionante: nel 2022 l’Italia immetteva nelle reti comunali circa 8 miliardi di m³, ma ne erogava agli utenti soltanto 4,6 miliardi. Le perdite erano quindi 3,4 miliardi di m³, pari al 42,4%. Istat stima che quell’acqua sarebbe sufficiente a soddisfare per un anno 43,4 milioni di persone.
C’è però un aggiornamento interessante: nei soli capoluoghi, nel 2024 l’efficienza delle reti è stata del 64,8%, quindi le perdite sono nell’ordine del 35,2%. Il problema rimane enorme, ma eviterei nell’articolo di attribuire automaticamente un “40% di perdite” alla sola Genova senza un dato specifico aggiornato.

Non facciamo molto da 40 anni”, ma oggi qualcosa si sta facendo: a luglio 2026 il MIT ha comunicato il completamento di 48 sistemi idrici e 79 interventi, nell’ambito di circa un miliardo di euro PNRR destinato a 124 interventi. Inoltre il PNIISSI ha già pianificato 418 interventi per circa 12 miliardi di euro ammissibili.

Istat – dati sull’acqua in Italia
MIT – investimenti PNRR nelle infrastrutture idriche


BOX 2
Brugneto: i numeri dietro la “guerra dell’acqua”

La diga può accumulare circa 25 milioni di m³ ed è una risorsa primaria dell’acquedotto genovese. La vecchia concessione prevedeva 2,5 milioni di m³ destinati al Trebbia. Dopo settimane di tensione, il 28 luglio 2026 Liguria, Emilia-Romagna e le Autorità di bacino hanno raggiunto un’intesa preliminare: almeno 4 milioni di m³ ogni stagione irrigua, dal 15 maggio al 15 settembre, con possibili quantità aggiuntive quando le condizioni dell’invaso lo consentono. La priorità dell’approvvigionamento potabile genovese viene salvaguardata.
Questo cambia parecchio la lettura del testo originale di Comolli: la contrapposizione Genova-Piacenza esiste ed è stata molto forte ancora a luglio, ma proprio nelle ultime settimane si è trasformata in un primo tentativo di gestione condivisa.

ANSA – accordo Brugneto del 28 luglio 2026

Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Presidente CevesUni- centro studi ricerche
mercato consumi distretti produttivi

 

 


Articolo aggiornato al 13 agosto 2026. Gli articoli pubblicati  sono  realizzati a firma dell’Autore, o della Redazione, con il supporto di strumenti di Intelligenza Artificiale per attività di ricerca, organizzazione e revisione. L’impostazione editoriale, la selezione delle fonti e la responsabilità dei contenuti sono della Redazione Newsfood.


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