Alimentazione e idratazione dei bambini: Il ruolo dei genitori è determinante

Alimentazione e idratazione dei bambini: Il ruolo dei genitori è determinante

Milano – Le corrette abitudini alimentari si apprendono nei primi anni di vita e l’alimentazione rappresenta un momento importante per la crescita fisica
e psicologica del bambino.

I genitori hanno una responsabilità significativa nel trasmettere il corretto stile alimentare al figlio e favorire l’arricchimento del modello alimentare con nuovi sapori, gusti e nuove
esperienze: non si tratta solo di nutrire il suo organismo, significa sviluppare la relazione con i genitori, definire il suo atteggiamento verso il cibo, acquisire le abitudini alimentari che
lo accompagneranno per tutta la vita.

Anche il gusto e le preferenze alimentari si formano nelle prime fasi della vita, durante la gravidanza attraverso la dieta della mamma, con l’allattamento al seno e durante lo svezzamento,
come conseguenza dell’abitudine e dell’esposizione agli alimenti. Il ruolo dei genitori è, quindi, determinante.

Per questo motivo Acqua Panna si è impegnata a realizzare il progetto “Quando cresce un bambino: acqua e
alimentazione per uno sviluppo sano”
, nato per accompagnare i genitori lungo il cammino dell’alimentazione dei loro bambini, fornendo materiale informativo con indicazioni utili ad
orientarli nella scelta di un giusto e proporzionato consumo di alimenti per rispondere alle esigenze nutrizionali dei bambini nelle diverse età.

Il progetto è promosso dal Comitato Scientifico Acqua Panna, i cui Membri sono intervenuti oggi al talk show “Alimentazione e idratazione: chi ben comincia è a metà
dell’opera”, per illustrare il rapporto crescita/cibo e acqua e per fornire consigli utili per la crescita sana del bambino.

«Sovrappeso e obesità rappresentano una delle prime manifestazioni di un regime alimentare non corretto e sono allo stesso tempo fattori di rischio significativi per alcune
patologie come il diabete e le malattie cardiovascolari» ha spiegato Alessandro Sartorio, specialista in Endocrinologia e Medicina costituzionale, Primario della Divisione di Malattie
Metaboliche e Auxologia presso l’Istituto Auxologico Italiano, IRCSS di Milano e Verbania e Professore di Medicina sociale all’Università Cattolica di Milano.

«Dopo i primi anni di vita, la prevenzione si basa sulla riduzione della sedentarietà, la promozione di una vita attiva e di abitudini alimentari che privilegino la qualità
nutrizionale della dieta. Adottare un’alimentazione sana significa assicurarsi che la qualità degli alimenti e la loro combinazione e preparazione siano adeguate. Significa anche
prestare attenzione affinché la quantità di cibo assunto sia commisurata ai fabbisogni per età e sesso».

L’eccessiva alimentazione del bambino a volte può essere determinata da una situazione d’ansia dei genitori, preoccupati che il figlio non mangi abbastanza o non cresca in misura
adeguata.

«Le periodiche visite di controllo dal pediatra possono eliminare queste preoccupazioni» ha proseguito Sartorio «Per seguire la crescita di un bambino nel tempo e per
comparare la sua altezza (o peso) con quella di altri bambini dello stesso sesso ed età, così da capire se rientra nei limiti di normalità, il medico utilizza in prima
battuta le curve di crescita. Il confronto fra i diversi parametri fisici di un individuo (in particolare peso ed altezza) può offrire informazioni utili che possono suggerire la
presenza di un problema particolare e la sua causa più probabile.»

«La crescita fisica di un bambino è il risultato di complesse interazioni fra nutrizione, idratazione, fattori genetici ed ambientali, benessere emotivo, influenze ormonali,
ecc.» ha concluso Sartorio «E’ importante ricordare che la crescita e lo sviluppo fisico di un bambino sono strettamente dipendenti dal suo stato generale di salute, per cui un
bambino che cresce bene è un bambino che sta bene fisicamente. La crescita sana ha bisogno di una nutrizione adeguata, sia in termini di quantità ma anche di qualità degli
alimenti. Un corretto apporto idrico è un ingrediente essenziale nel “cocktail” di fattori coinvolti nelle diverse fasi di crescita e sviluppo».

Il corretto rapporto con il cibo inizia ad instaurarsi addirittura durante la gravidanza e continua a definirsi durante l’allattamento. «L’allattamento al seno, in particolare, ha un
effetto protettivo e non soltanto per l’elevato valore nutrizionale del latte materno: il bambino riesce in questo modo ad apprendere come autoregolarsi» ha sottolineato Marcello
Giovannini, docente di Pediatria dell’Università degli Studi di Milano e Presidente della Società Italiana di Nutrizione Pediatrica.

Con il divezzamento il bambino comincia ad assumere alimenti diversi dal latte: cereali, ortaggi, vegetali a foglia e frutta, legumi , carne, pesce, latticini e uovo.

«È proprio in questa fase, che non deve mai iniziare prima del quarto mese e dopo il sesto, che l’educazione alimentare data dai genitori trasmette quelle abitudini che ciascuno
porta con sé» continua Giovannini «E’ quindi importante abituare il bambino ad assaporare gusti diversi senza alcuna preclusione se non limitatamente al rispetto delle
tabelle di inserimento graduale utili a riconoscere l’insorgenza di allergie ed intolleranze».

Concluso il divezzamento, un primo e fondamentale suggerimento è quello di suddividere l’apporto calorico giornaliero in 4-5 pasti (colazione spuntino: 20%, pranzo: 40%, merenda: 10%,
cena: 30%). «L’equilibrio tra proteine, carboidrati e grassi è essenziale per una corretta alimentazione. In generale la piramide alimentare, consigliando la frequenza dei cibi e
la loro composizione, è un modello di corretta distribuzione dei nutrienti nella dieta valido anche per i bambini» ha concluso Giovannini.

Un errore abbastanza diffuso è non far mangiare frutta e verdura, queste ultime perché considerate amare.

«La tendenza del gusto è diversa nei bambini dove è più semplice, orientata soprattutto al dolce e ai grassi, rispetto agli adulti che accettano di più le
sfumature amare e che mostrano di avere gusti meno definiti» ha proseguito Giovannini «Queste differenze sono dovute proprio all’apprendimento e all’esposizione ai cibi, specie
durante lo svezzamento. Ad esempio, il fattore predittivo più forte del consumo di frutta e vegetali da parte del bambino è il consumo di frutta e vegetali dei suoi
genitori.»

«Più i bambini sono piccoli più avvertono il gusto amaro delle verdure, per cui vanno abituati un poco alla volta. In questi casi può essere utile adottare piccoli
stratagemmi come la cosiddetta esposizione ripetuta senza fermarsi al primo no del bambino, non dimenticando che il buon esempio dei genitori è un’arma formidabile per convincere i
bambini a imitarli: tradizionalmente la mamma assaggia un poco di pappa del bambino per incoraggiarlo. Questo rafforza l’accettazione dell’alimento» ha spiegato Adriana Cantisani, Tata
Adriana nel programma S.O.S.Tata in onda su La7 e Fox.

«I pediatri americani e molti italiani oggi consigliano di esaltare la naturale dolcezza delle verdure dolci (patate, zucchine, carote, cipolle cotte) con un cucchiaino di sciroppo
d’acero perché oltre ad essere buono e ricco di minerali, non è trattato e non si appiccica ai denti come il miele. Ottimi anche i centrifugati sia di verdure addolciti con la
mela che quelli di frutta».

Oltre all’alimentazione non va trascurata la corretta idratazione, essenziale per la salute fisica e intellettiva del bambino.

«La proporzione dell’acqua corporea nei neonati è notevolmente maggiore rispetto a quella degli adulti ed è pari a circa il 75% del peso e le perdite giornaliere di acqua
sono più elevate con il diminuire dell’età e nei primi mesi di vita raggiungono il 15% del peso corporeo» commenta Giovannini. «Di conseguenza il fabbisogno d’acqua
è superiore e, proporzionalmente al peso, risulta tre volte più elevato di quello di un adulto, rimanendo comunque consistente in tutte le età di interesse pediatrico. Per
questi motivi i bambini sono particolarmente esposti al rischio di disidratazione, in particolare in caso di febbre, di caldo e afa, di diarrea, di vomito e più in generale quando non si
reintegra adeguatamente e tempestivamente l’acqua perduta».

Spesso i bambini non sono in grado di esprimere il loro bisogno di sete, per cui è compito dei genitori farli bere frequentemente, soprattutto durante e dopo il gioco e l’attività
sportiva.

«Per una corretta idratazione l’acqua minerale offre diversi vantaggi: l’origine profonda da falde o da giacimenti sotterranei ne garantisce la purezza ed igienicità ed esclude il
rischio di contaminazione, possibile per le fonti superficiali» ha aggiunto Umberto Solimene, Direttore della Scuola di Specializzazione in Idrologia Medica/Medicina termale
all’Università degli Studi di Milano.

«L’acqua minerale non è soggetta a processi di potabilizzazione con Cloro, Ipoclorito o Biossido di sodio; ha caratteristiche chimiche e chimico-fisiche costanti nel tempo,
frequentemente controllate sia dalle aziende produttrici che dalle Autorità Sanitarie, e che vengono riportate in etichetta; le operazioni che vanno dalla captazione all’imbottigliamento
avvengono nel rispetto di severe norme igieniche; la purezza microbiologica dell’acqua ne consente l’utilizzo senza la bollitura, operazione che tende a privarla dei gas disciolti e a far
precipitare alcuni Sali minerali».

«Per i bambini, in particolare, è da preferire l’acqua poco mineralizzata, perché è un’acqua “leggera” che, in quanto povera di sali minerali, favorisce la diuresi e
l’eliminazione delle scorie metaboliche (urea, creatinina, acido urico), svolge anche un’azione di “lavaggio” a livello delle vie urinarie, per cui trova indicazione come coadiuvante del
trattamento e della prevenzione delle infezione delle vie urinarie, nonché della formazione dei calcoli urinari, qualsiasi sia la loro composizione e ha un’azione detossicante in caso di
squilibri del metabolismo, specie quelli seguenti a manifestazioni febbrili o in corso di gastroenteriti o infiammazioni intestinali come l’acetone, grazie alla più rapida eliminazione
attraverso i reni dei cataboliti tossici».

«Acqua Panna è da sempre identificata come l’acqua minerale naturale dei bambini, vicina alle loro esigenze e a quelle delle loro famiglie. Si tratta di una responsabilità
che ci ha spinto a tornare ad investire sull’educazione alimentare e sulla formazione del gusto dei bambini per migliorare la qualità di vita dei futuri adulti. Acqua Panna torna,
quindi, a parlare alle famiglie appena nate e a quelle che nasceranno. È lì, insieme a loro, in quei momenti unici che accompagnano da sempre l’arrivo di un bambino.» ha
spiegato Paolo Caporossi, Responsabile Marketing del Gruppo Sanpellegrino, di cui il brand Acqua Panna fa parte.

Redazione Newsfood.com+WebTv

Leggi Anche
Scrivi un commento