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Alimentare: Un filo d’olio extravergine sulla Pizza, 10 centesimi salva-gusto

Alimentare: Un filo d’olio extravergine sulla Pizza, 10 centesimi salva-gusto

By Redazione

Roma – Un filo di olio extravergine, come in uno spot dei diamanti, “é per sempre”. Sulla pizza infatti “può fidelizzare un cliente e non manda fallito gli esercenti”. E’
quanto dimostrato, conti alla mano sul food-cost, in un convegno al Premio Sirena d’Oro di Sorrento, concorso tra gli oli Dop d’Italia, dal nutrizionista dell’Università di Napoli
Federico II Raffaele Sacchi secondo il quale “é facilmente smontabile” la scusa che l’extravergine pesi troppo sui costi di gestione.

“Un olio di alta qualità, pagato anche dieci euro la bottiglia contro i due euro dell’olio di semi, fa salire – precisa il ricercatore – il costo unitario di una tipicissima pizza
Margherita meno di dieci centesimi, incidendo così sul costo del piatto meno del 2%, visto che il conto supera normalmente i cinque euro”. Questo l’appello di Sacchi e
dell’associazione ‘Pizza verace napoletana‘”.

“Le multinazionali ci impongono spesso forniture standard – ha detto lo chef e produttore agricolo biodinamico Alfonso Iaccarino – ma per fortuna gli italiani sono rimasti tradizionalisti
e spesso piccoli artigiani del gusto”.     Portabandiera dell’extravergine, dal forno a legna al piatto, è il pizzaiolo del Vomero Enzo Coccia che, nel ‘Salotto
degli oli dop
‘ per la prima volta organizzato a Napoli, ha dato il via a degustazioni guidate di pizza napoletana in abbinamento degli oli campani vincitori delle Menzioni di Merito Sirena
D’Oro.   

Secondo il presidente dell’associazione delle Città dell’Olio Enrico Lupi “il grande sforzo di promozione della pubblica amministrazione per migliorare la qualità della dieta
alimentare va sostenuto. Tuttavia, non possiamo vincere la battaglia della qualità a tavola senza consumatori acculturati e coscienti nelle scelte d’acquisto”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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