Alimentare, 7 aziende su 10 ritornano ad assumere

Alimentare, 7 aziende su 10 ritornano ad assumere

Segnali di ripresa? Dopo 2 anni sotto il peso della crisi, le aziende dell’agroalimentare vogliono ritornare a crescere: per questo sono in programma nuove assunzioni.

A sostenerlo, una ricerca Federalimentare-Format Research, presentata durante “Alimentare…la crescita dell’Italia” Forum dei Giovani imprenditori di Federalimentare.

In primis, non bisogna dimenticare la difficile situazione. Come ricordano i ricercatori, il 2011 ha visto le aziende di settore costrette a 2000 licenziamenti. Riguardo poi l’anno in corso, la
maggior parte delle aziende (76,8%) è riuscita a malapena ha mantenere invariato il numero di lavoratori.

Qualcosa sta cambiando. Le previsioni per l’ultimo trimestre del 2012 sono di una crescita di assunzioni, dal 10% al 20%. Tendenza ancora più evidente nel biennio 2013-14. In tale
periodo, il 70% delle aziende alimentari ingrandiranno l’organico, con più probabilità (70,1%) se si tratta di aziende con forti legami con l’estero. Tra le professioni più
richieste, tecnici della qualità ed esperti di marketing, senza dimenticare figure come l’analista del gusto ed il manager della sostenibilità.

Tuttavia, rimangono difetti strutturali. A riassumere le necessità del sistema, Annalisa Sassi, presidente Giovani imprenditori di Federalimentare: “L’industria alimentare ha un
disperato bisogno di una politica industriale vera. Ô a rischio la competitività del settore se le risorse per il finanziamento e l’autofinanziamento vengono falcidiate da oneri e
tasse”.

A sottolineare la necessità di una nuova politica economica anche Filippo Ferrua Magliani, di Federalimentare: “E’ urgente accantonare ogni misura fiscale che aumenti la pressione sui
cittadini e le imprese rendere pienamente deducibili gli investimenti promozionali all’estero per i prodotti alimentari nazionali, aiutando così a contrastare Italian sounding e
contraffazione e sostenere l’export che è l’unica voce che continua a salvare i conti”.

Matteo Clerici

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