Alcuni pazienti in stato vegetativo riescono a comunicare

Alcuni pazienti in stato vegetativo riescono a comunicare

Alcuni pazienti, costretti in stato vegetativo, reagiscono agli stimoli del mondo esterno e possono attuare una qualche forma di comunicazione.

E’ quanto emerge da una ricerca condotta da un team internazionale di scienziati, diretta dal dottor Martin Monti (del Medical Research Council Cognition and Brain Sciences Unit di Cambridge,
Inghilterra) e pubblicata dal “New England Journal of Medicine”.

Il team del dottor Monti ha preso in esame 54 soggetti a cui era stato diagnosticato lo stato vegetativo o di minima coscienza a seguito di lesioni cerebrali traumatiche, meningite o altri
traumi.

I dottori hanno invitato i pazienti a pensare di svolgere attività come colpire una palla da tennis o passeggiare per il loro quartiere. Tramite l’utilizzo di risonanza magnetica
funzionale,l”’Irmf”, si è notato come in 5 pazienti le richieste degli studiosi provocavano l’attivazione delle regioni del cervello preposte al movimento.

I medici danno particolare rilevanza ad uno di questi tentativi, compiuto con un paziente belga, un 20enne che aveva ricevuto un trauma celebrale 20 anni fa, in seguito ad un incidente
stradale.

Al ragazzo sono state poste 6 domande, tra cui il nome del padre: egli, utilizzando il pensiero, è riuscito a rispondere correttamente a 5 di esse.

Spiega il dottor Monti: “Abbiamo cercato di andare oltre, però purtroppo abbiamo fallito. Ma siamo riusciti a dare al ragazzo, anche se per poco, una voce. In un certo senso abbiamo
avuto un risultato molto positivo. Siamo riusciti a interagire: è una cosa estremamente eccitante”.

Gli esperti ricordano come lo stato vegetativo è quello stato in cui, solitamente a causa di un danno al cervello, i pazienti non sono in grado di comunicare e vivono in stato di
incoscienza pur mostrando attività cerebrale. Lo stato di minima coscienza, invece, è una condizione clinica successiva allo stato vegetativo caratterizzata da una severa
alterazione di coscienza con presenza di una minima, ma definita, manifestazione comportamentale di relazione con il contesto ambientale – il paziente riesce ad eseguire ordini semplici in modo
incostante e fluttuante.

Alla fine dell`esperimento, quattro pazienti che inizialmente erano stati ritenuti in stato vegetativo sono stati riclassificati all`interno dello stato di minima coscienza

Inoltre, nonostante i visibili successi, il dottor Monti e colleghi avvertono: no alle false speranze per amici e parenti di chi si trova in stato vegetativo o di minima coscienza.
Le manifestazioni di coscienza si sono verificate in una esigua percentuale (5 su 54) dei pazienti studiati, e in particolare solo in alcuni di quelli che hanno subito lesioni cerebrali
traumatiche. Nulla di fatto, invece, per coloro le cui lesioni sono state causate dalla mancanza di ossigeno.

LINK alla ricerca

Matteo Clerici

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