Alcolici: chi beve molto nel week-end rischia di più

Alcolici: chi beve molto nel week-end rischia di più

By Redazione

Astenersi durante la settimana e concentrare il consumo di alcolici durante il week-end è più dannoso che bere in maniera costante, ma regolare.

E’ il messaggio di una ricerca dell’Università di Tolosa, diretta dal dottor Jean-Bernard Ruidavets, e pubblicata sul “British Medical Journal” (BMJ).

Gli esperti hanno confrontato salute ed abitudini alcolici di due gruppi di volontari, tutti uomini di mezz’età. Il primo gruppo comprendeva residenti in tre città della Francia.
Il secondo gruppo era invece formato da residenti a Belfast, Irlanda del Nord.

L’osservazione ha così evidenziato come il primo gruppo beveva di più, 30 unità di alcol a settimana a testa, ma mostrava un rischio dimezzato di morte per attacco cardiaco
rispetto al secondo, che pure si limitava a 22 unità di alcol a settimana.

La dieta generale era ininfluente: i francesi aveva pressione sanguigna più alta, erano più colpiri dal diabete ed avevano livelli di colesterolo paragonabili agli irlandesi.

La differenza fondamentale, spiegano gli studiosi, è nel modo di bere.

I volontari transalpini bevevano (soprattutto vino) spesso ma poco durante la settimana, e tale modalità consentiva all’organismo, cuore in primis, una migliore gestione dell’alcol.

Dal canto loro, i cittadini di Belfast si concentravano nel fine settimana, spesso dedicandosi a bevute colossali. Tale modo di agire obbliga l’organismo a smaltire rapidamente una grande
quantità di alcol: si produce così una sostanza chimica che favorisce, di fatto, il restringimento dei vasi.

Inoltre, concludono il dottore ed i suoi colleghi, gli eccessi del week-end portano all’accumulo di grasso addominale, legato a diabete, cardiopatie e varie forme di tumori.

FONTE: Jean-Bernard Ruidavets, Pierre Ducimetière, Alun Evans,Michèle Montaye, Bernadette Haas, Annie Bingham, John Yarnell, Philippe Amouyel, Dominique Arveiler, Frank
Kee,Vanina Bongard, Jean Ferrières, “Patterns of alcohol consumption and ischaemic heart disease in culturally divergent countries: the Prospective Epidemiological Study of Myocardial
Infarction (PRIME)”, BMJ 341:doi:10.1136/bmj.c6077 (Published 23 November 2010)

Matteo Clerici

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