Alcol: bevitori da giovani, alcolizzati da adulti

Alcol: bevitori da giovani, alcolizzati da adulti

Non conta solo quanti alcolici si bevono, ma anche quando. Iniziare a bere durante da adolescenti (o addirittura da bambini) rischia di attivare alcuni geni maligni, portatori della dipendenza
da alcol in età adulta.

Questo è il monito di una ricerca della Washington University School of Medicine, pubblicata da “Alcoholism: Clinical & Experimental Research.

Gli studiosi hanno studiato di dati statistici raccolti su una serie di 6257 soggetti, gemelli monozigoti e dizigoti adulti residenti in Australia, dando particolare attenzione a dati come
primo accesso all’alcol, fattori ambientali e peso delle specifiche del DNA.
Essi hanno così notato come un precoce inizio delle pratiche bevitorie era padre  di un futuro sviluppo dell’alcolismo ed una maggiore vulnerabilità ai sintomi e alle
conseguenze di tale malattia.

Spiega la dottoressa Arpana Agrawal, co-autrice dello studio: “Bere in giovane età può creare un ambiente in cui gli individui possono passare più facilmente dal bere
normale a quello problematico. Un bere precoce è spesso parte di comportamenti precoci non normativi che possono essere associati a problemi di condotta, la sperimentazione di droghe e
l’aggregazione con pari devianti. Da una prospettiva biologica, una precoce esposizione all’alcol può indurre cambiamenti nel cervello molto sensibile degli adolescenti, che possono a
loro volta modificare una successiva vulnerabilità genetica alla dipendenza da alcol”.

Aggiunge la dottoressa Carol Prescott, psiocologa: “Ciò significherebbe che, per qualcuno di più vulnerabile, un’esperienza di esposizione porta all’espressione di un rischio
preesistente”.

Matteo Clerici

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