Al via l'iter della legge comunitaria 2008

By Redazione

Direttiva servizi, attività radiotelevisive, appalti. Sono alcune tra le più importanti normative europee da recepire contenute nel disegno di legge comunitaria 2008 presentato
oggi in Consiglio dei Ministri.

Inizia così l’iter della nuova legge comunitaria, il principale strumento di attuazione della normativa europea che regola modalità e tempi per la trasposizione delle direttive
nell’ordinamento italiano. Il disegno di legge Comunitaria 2008 dovrà essere presentato in Parlamento entro il 31 gennaio.

Con la comunitaria 2008 saranno trasposte alcune importanti norme, tra cui:

■ la direttiva relativa ai servizi nel mercato interno, che prevede molti adempimenti a carico degli Stati Membri, tra cui: la predisposizione di uno
sportello unico attraverso il quale i prestatori di servizi possono adempiere a tutte le procedure per l’accesso e l’esercizio di attività di servizi; il monitoraggio di tutta la
normativa che riguarda l’accesso ad un’attività di servizi o il suo esercizio per verificarne la compatibilità con i criteri dettati dalla direttiva e in modo da garantire la
semplificazione del sistema; la previsione di forme di cooperazione amministrativa efficaci con gli Stati Membri per assicurare, tra l’altro, il controllo dei prestatori e dei loro
servizi;
■ la direttiva 2007/65/CE, sull’esercizio delle attività televisive, che prevede rilevanti modifiche al Testo Unico della
radiotelevisione;
■ la direttiva 2007/66/CE, sul miglioramento dell’efficacia delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici.

La presentazione del ddl comunitaria 2008 avviene quando non si è ancora concluso l’iter di approvazione da parte del Parlamento del ddl comunitaria 2007, attualmente all’esame della
Camera in seconda lettura.

«Gli ottimi risultati che stiamo ottenendo sul fronte della riduzione delle procedure di infrazione, devono essere accompagnati da una semplificazione dell’azione di recepimento delle
direttive», dichiara il Ministro per le Politiche Europee, Emma Bonino. «Un’azione che dovrà essere assecondata, sul piano parlamentare, da soluzioni che garantiscano tempi
programmati e certi di approvazione della legge comunitaria. Una ipotesi potrebbe essere quella di dedicare un’apposita sessione dei lavori parlamentari».

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