Un trattato per condurre l'Europa nel XXI secolo

Con la tanto attesa firma del nuovo trattato dell’UE, i leader dei 27 paesi europei hanno chiaramente dimostrato la volontà di condurre l’Europa nel XXI secolo. La cerimonia si è
svolta il 13 dicembre a Lisbona nella splendida cornice del monastero di San Geronimo.

L’Unione europea deve modernizzarsi ed avviare una profonda riforma per sfruttare appieno le proprie potenzialità. Il nuovo quadro giuridico assolve a tale funzione. Ma cosa comporta in
pratica? Chi ne trarrà vantaggio? E come?

Tra i vantaggi si possono certamente citare:

più democrazia e trasparenza – con la cosiddetta «iniziativa dei cittadini», un milione di cittadini provenienti da diversi Stati membri possono invitare la
Commissione a presentare una nuova proposta politica. Inoltre, è previsto un meccanismo per verificare che l’UE intervenga soltanto laddove la sua azione risulti più efficace di
quella intrapresa esclusivamente a livello nazionale;

più efficienza – dal 2014 il processo decisionale sarà basato su un sistema a doppia maggioranza. Ciò significa che, per essere approvata, una decisione dovrà
ottenere il 55% dei voti degli Stati membri, in rappresentanza di almeno il 65% della popolazione dell’UE. Il sistema consentirà all’Europa di intervenire più velocemente in
materia di ordine pubblico e di lotta alla criminalità internazionale;

più diritti – acquisendo lo stesso valore giuridico dei trattati europei, la Carta dei diritti fondamentali, recentemente firmata, garantirà la salvaguardia dei nostri
diritti imprescindibili;

più influenza sulla scena internazionale -dotata di un’unica personalità giuridica, l’UE vedrà rafforzati il suo potere negoziale e la sua influenza a livello
mondiale. Inoltre la nuova figura di alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza accrescerà l’impatto e la coerenza dell’azione svolta al di fuori dei confini
dell’Unione europea.

I leader europei hanno raggiunto un accordo. Ora spetta alle autorità nazionali decidere come procedere alla ratifica del trattato: per referendum o voto parlamentare. In ogni caso,
l’auspicio è che il nuovo trattato entri in vigore entro le prossime elezioni europee del giugno 2009.

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