Trattato di Lisbona: un'Europa più forte con un maggiore equilibrio istituzionale

“Ora l’Europa può ripartire su basi nuove e certamente più valide, il rinnovato quadro giuridico è in grado di dotare l’Ue degli strumenti necessari per rispondere alle
sfide del futuro e di favorire le riforme nel rispetto dell’equilibrio istituzionale”, è quanto sottolineato dal presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori
Giuseppe Politi sul Trattato di Lisbona che verrà firmato dopodomani e che farà seguito all’adozione, domani a Strasburgo, della “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione
europea”.

“La nuova Costituzione europea pone -ha aggiunto Politi- le opportune condizioni per riprendere con decisione la strada della crescita. In questo modo l’Europa è più forte e
l’apparato economico e produttivo, quindi anche l’agricoltura, non può che guardare a tutto ciò con un certo ottimismo. A cinquant’anni dal Trattato di Roma, la nuova intesa fra i
’27’ apre una prospettiva nuova e risponde alle esigenze di una maggiore democrazia all’interno stesso delle istituzioni europee, così come richiesto dai cittadini”.
“La prima grande revisione operata dal nuovo Trattato -ha evidenziato il presidente della Cia- riguarda proprio l’ammodernamento e il potenziamento dell’impianto istituzionale comunitario, nel
tentativo di ridurre il ‘deficit democratico’ che ha caratterizzato finora il processo di integrazione europea. In tal senso si estenderà la procedura di codecisione a circa 50 settori,
fra cui l’agricoltura. Il Parlamento europeo si troverà così ad operare in condizioni di parità con il Consiglio dei ministri Ue in buona parte dell’attività
legislativa. Inoltre, i parlamentari nazionali avranno maggiori possibilità di coinvolgimento nell’iter comunitario. E’, infatti, prevista una procedura in due tempi che consente di
controllare la sussidiarietà e permette agli stessi parlamentari di segnalare casi dubbi alla Commissione europea. Infine, su iniziativa popolare, un milione di cittadini di diversi
stati membri potrà chiedere all’Esecutivo comunitario di presentare una nuova proposta legislativa”.

“Insomma, con il nuovo Trattato, l’Unione europea, proprio attraverso un’adeguata riforma istituzionale, acquisirà -ha affermato Politi- personalità giuridica che le
garantirà un potere negoziale maggiore destinato a potenziarne l”azione a livello internazionale, aumentandone anche la visibilità”.
“In qualità di rappresentanti di un settore come quello che, con le regole della Pac, ha anticipato l’idea del mercato e della moneta unica e ha rappresentato un laboratorio per la
costruzione dell’Europa, non possiamo -ha evidenziato il presidente della Cia- che essere soddisfatti. E oggi, proprio l’agricoltura assume la responsabilità, grande, di contribuire a
costruire l’Europa come entità politica ed economica insieme, capace di promuovere lo sviluppo, offrire maggiori garanzie di sicurezza ai cittadini, portare ad una reale modernizzazione
dell’economia, ridurre le sacche di povertà ed emarginazione nel mondo”.
Apprezzamento, infine, è stato espresso da Politi per la “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”, le cui disposizioni si applicheranno alle istituzioni e agli organismi
dell’Ue nel rispetto del principio di sussidiarietà. “Si tratta -ha concluso- di un atto di grande rilevanza che mette insieme diritti civili, politici, economici e sociali di tutti i
cittadini europei e di tutti coloro che vivono nel territorio dell’Ue. Un atto che risponde a diritti inalienabili come la dignità, la libertà, l’uguaglianza, la
solidarietà, la cittadinanza e la giustizia”.

Leggi Anche
Scrivi un commento